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Messa a Saragozza per l’anniversario della scomparsa de Fernando Rielo

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Il 4 dicembre 2018, la Delegazione territoriale di Saragozza delle Missionarie Identes commemoró il quattordicesimo anniversario del transito del nostro Padre Fondatore.

Lo celebrarono con una Messa nella Cappella della Vergine, nella Basilica del Pilar di Saragozza, alle 7 del pomeriggio; fu concelebrata dal Superiore Generale dei Missionari, il nostro caro fratello Luis e dal cappellano della Vergine, don José Mª Bordetas. Assistettero la Segretaria Generale, la nostra cara sorella Mª Fernanda, le missionarie della Delegazione, i loro familiari, altri membri della Famiglia Idente, ed altre persone che si unirono alla celebrazione eucaristica.

Siccome la prima Lettura della Messa parlava della mancanza di pace, nell’omelia, il Superiore Generale parlò del messaggio del Fondatore di essere fedeli a Cristo e di vivere la beatitudine della pace, imitando Maria, consci però che la pace non è nostra ma di Cristo; ricordò inoltre che i fondatori ed i martiri vanno avanti nel cammino della vita come operatori di pace. Si augurò che Fernando Rielo, davanti a Gesù e Maria intercedesse e chiedesse per tutti la pace. Citò Papa Francesco ed il suo consiglio di condividere i doni che possediamo. Ricordó Ezechiele, padre della Segretaria Generale, e Pedro, padrino del Superiore Generale, morti di recente, con l’augurio che i familiari ricevessero consolazione. Finì chiedendo che tutti i fedeli credessero nella pace e la promuovessero.

La Messa terminó con alcune parole del cappellano della Vergine, Don José Mª Bordetas, che, riferendosi alla nostra Istituzione, sottolineò che era una nuova forma di vita consacrata adatta alla nuova evangelizzazione.

La commemorazione del ricordo della partenza alla vita eterna del nostro amato Fondadore, si concluse con la deposizione di un mazzo di fiori sotto il manto della Vergine del Pilar, chiedendo la sua protezione.

Gioiosa celebrazione a Roma e raduno della Famiglia Idente d’Italia per il XIV anniversario della scomparsa di Fernando Rielo

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Ieri, 8 dicembre 2018, la Presidenza dell’Istituto Id, la Provincia di Roma , insieme a tutte le Provincie e Delegazione d’Italia hanno celebrato il XIV anniversario della scomparsa di Fernando Rielo, Fondatore dell’Istituto Id di Cristo Redentore, Missionarie e Missionari Identes.

I missionari e membri della famiglia idente e della Gioventù Idente provenienti da Fucecchio, Bologna, Busseto, Genova, Torino e Milano erano arrivati la sera del 7 dicembre, gli altri sono arrivati in mattinata, da Atessa, Terni, Arpino e dalle sedi di Roma, presso la Casa per ferie “Enrico De Ossò” in via Valcannuta, 134 in Roma. Si percepiva sin dal primo mattino, la gioia di ritrovarsi per una ricorrenza così cara al cuore di tutti. Saluti, abbracci, scambi di notizie e sorrisi.

Alle 10.15, ha avuto inizio la lezione spirituale. Era una lettera scritta dal Presidente dell’Istituto, don Jesús Fernández Hernández, con una sorta di stringata biografia spirituale del nostro padre Fondatore. E’ stata letta dal nostro fratello sacerdote, e Superiore Provinciale pro-tempore, Enrico Bayo, il quale lo ha fatto con una grande maestria, lasciandoci assaporare lentamente tutte le considerazioni del nostro Presidente che cadevano nel nostro cuore creando emozione e forte impressione della presenza del nostro amato padre Fondatore.

Finita la lezione abbiamo avuto la condivisione in gruppo ed è stato un momento bellissimo in cui ci siamo arricchiti reciprocamente di tanti insegnamenti. Eravamo tutti molto emozionati e profondamente toccati dallo Spirito Santo.

E’ seguito il pranzo preso in letizia e fraternità, rendendo grazie al Datore di ogni bene. Poi, alle ore 15.00 siamo partiti per recarci nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, dove avrebbe avuto luogo la solenne Celebrazione Eucaristica.

Nella Basilica ci hanno raggiuto tutti i bambini del catechismo della nostra Parrocchia di San Matteo Apostolo all’Anagnina, accompagnati dai loro genitori. Eravamo tutti molto emozionati. I bambini hanno indossato la loro tunica bianca della 1^ Comunione ed hanno partecipato alla processione degli accoliti, dei diaconi e dei celebranti.

Presiedeva la celebrazione il nostro fratello Enrico, accompagnato dal prefetto dei Teatini, dal Superiore Generale dei Rosminiani, dal responsabile generale del ramo dei missionari del Verbum Dei, carisme con le quale abbiamo una grande collaborazione. Oltre a diversi sacerdoti identes, un sacerdote agostiniano e altri amici sacerdoti hanno concelebrato l’Eucaristia.

La Chiesa era strapiena per via dei tanti amici, parenti e membri della Famiglia Idente che si sono aggregati a noi. C’era anche il Coro della Parrocchia di San Matteo che ha animato la liturgia.

L’omelia ha sottolineato soprattutto l’importanza che il nostro padre Fondatore dava, e che ha inculcato in noi suoi figli, alla figura del Padre celeste, a cui noi tutti dobbiamo sempre guardare, facendoci figli nel Figlio per avere accesso alla vita trinitaria.

La liturgia è stata seguita con tanto silenzio e tanta partecipazione. Alla fine il celebrante ha dato una speciale benedizione a tutti i bambini, invitandoli a portare nelle loro case il bacio e la figura di Gesù, per imitarlo ogni giorno.

Tornati nella Casa per ferie è stata servita la cena e poi, alle ore 21.00 s’è celebrato un Ateneo della gioventù idente: intrattenimento artistico con poesia, teatro, musica e danza.

L’intera giornata è stata un ritornare sempre, con la mente e col cuore, alle parole, agli insegnamenti ed agli esempi del nostro padre Fondatore, con il profondo desiderio di essere fedeli e di continuare a portare dappertutto il suo carisma.

Merita ricordare che nei giorni dal 7 al 9 dicembre s’è svolto un Motus Christi per i giovani, provenienti da Roma, Bologna, Milano, Torino ed Atessa, che ovviamente hanno partecipato anche alla Celebrazione Eucaristica dell’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione di Maria.

Questa Madre, che il Fondatore ha sempre teneramente amato, ci ha accompagnato durante tutto l’evento con la sua materna bontà e la sua dolcissima protezione. Aspettiamo di conoscere un giorno tutti i frutti di conversione che le attività realizzate hanno prodotto.

 

Il Cardinale Carlos Osoro presiede la celebrazione Eucaristica a Madrid per il 14 anniversario del transito al cielo di Fernando Rielo

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Sono già quattordici anni dal transito al cielo di Fernando Rielo Pardal, Fondatore dell’ Istituto Id di Cristo Redentore Missionarie e Missionari Identes, avvenuto il 6 de dicembre del 2004 a New York. Oggi in tutto il mondo si ricorda con allegria e gratitudine questo giorno e si celebrano Eucarestie di ringraziamento per la vita di Fernando Rielo, oltre che atti commemorativi sulla sua opera.

Siccome non poteva essere diversamente, nella Cripta della Cattedrale de La Almudena di Madrid, dove riposano i suoi resti mortali, si celebrò un’Eucarestia presieduta dal Cardinal Arcivescovo di Madrid, S.E.R. Carlos Osoro, e concelebrata  da vari sacerdoti amici dell’istituzione e sacerdoti identes venuti da varie parti di Spagna.

Per questo motivo, si diedero appuntamento missionari identes di tutta la Spagna, insieme ad amici, familiari e membri della Famiglia Idente, a questa celebrazione, in cui il cardinale di Madrid ringraziò per l’opera di Fernando Rielo, e ricordò ai suoi figli la missione che hanno ereditato e che devono portare avanti per il bene di tutta la Chiesa.

Terminata la celebrazione, sia i celebranti che il pubblico presente si diressero verso la cappella dove riposano i resti del nostro padre Fondatore, per recitare un Responsorio. La scena fu di grande solennità nel vedere in processione più di dodici sacerdoti preceduti dal Cardinale Osoro, e seguiti da tutti i presenti i quali, dopo aver ricevuto la benedizione, recitarono il trisagio idente.

Prima di accomiatarsi D.Carlos accettò una piccola intervista in cui gli si chiese quale fosse il contributo dato da Fernando Rielo, e le sue parole furono:

“Io credo che non abbia da dirci solo qualcosa, ma molto; mi riferisco alla sua mistica e a tutto ciò di cui ci parla… oggi abbiamo bisogno di quella mistica, che è quella che Dio dà nell’incontro con Lui, e ci fa uscire da noi stessi e ci fa essere artisti nella vita e poeti della vita; e questi non sono persone che non fanno nulla nella vita, al contrario, danno quello di cui il mondo ha bisogno. Credo che ciò di cui il mondo ha maggiormente bisogno è l’arte, è la sensibilità, è il saper raggiungere il cuore. I poeti e gli artisti raggiunsero sempre il cuore degli uomini. Oggi ci meravigliamo delle loro opere, siano esse pittoriche, scultoree o letterarie; ci meravigliamo perché le loro opere continuano a toccarci il cuore, nonostante i secoli o gli anni che siano passati. A me pare che Fernando Rielo abbia da dire molto perché , nei suoi scritti, nella sua stessa vita personale, nella stessa istituzione che ha fondato, egli non voglia persone che passeggino per questa terra, vuole mistici che passeggino. Uomini e donne che siano capaci di dare un volto a Dio con la loro vita.”

Dopo la celebrazione eucaristica e la visita alla tomba di Fernando Rielo si offrì un pranzo nei locali dell’ufficio di informazione dell’ Università Tecnica Particolare di Loja, durante il quale si potette godere della convivenza e fu proiettato un video su una delle missioni identes: la ricostruzione del Monastero della Santa Croce (Tenerife); poi furono ascoltate le testimonianze di tre missionari identes che risiedettero lì negli anni di splendore di quel luogo tanto emblematico per l’ Istituzione Idente e che furono formati da Fernando Rielo. In ordine di intervento: P. José Mª López, Juana Sánchez-Gey e P. José Mª Sierra.

Nave central de la cripta llena de asistentes a la misa

Procesión de inicio de la Eucaristía

Procesión de entrada

Liturgia de la Palabra – Alexis Gaona, misionero idente

Liturgia de la Palabra – Belén Carreras, misionera idente

D. Carlos Osoro, cardenal arzobispo de Madrid, durante su homilía

Oración de los fieles por parte de Akemi Ponce, misionera idente

Oración de los fieles por parte de Felipe Roca, misionero idente

Momento del ofertorio realizado por varias misioneras identes de India

Durante la celebración eucarística.

Uno de los momentos de la celebración.

Nave central de la Cripta de La Almudena durante la misa

Momento en que el P. José María López Sevillano agradece al Cardenal D. Carlos Osoro

Sacerdotes asistentes ante la tumba de Fernando Rielo

D. Carlos Osoro, rezando un responso ante la tumba de Fernando Rielo

D. Carlos Osoro, rezando un responso ante la tumba de Fernando Rielo

Asistentes rezando el trisagio idente ante la tumba de Fernando Rielo

Entrevista a D. Carlos Osoro

Parte de los asistentes al ágape en la UTPL (Madrid)

Momento del testimonio de misioneros identes; al micrófono P. José Mª López

Testimonio de Juana Sánchez-Gey, misionera idente

Testimonio del P. José Mª Sierra, misionero Idente

Un parroco per padre

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Domenica 28 ottobre, il nostro caro padre Alberto Giralda, missionario idente e Parroco di San Matteo, ha salutato con grande affetto e gratitudine tutta la Parrocchia, dai più piccini ai più grandi, prima di partire, il giorno seguente, per la sua nuova missione nella Repubblica Ceca.

È stato un giorno di festa o, per meglio dire, un mix di emozioni fra lacrime e sorrisi, piovuti in questa bella realtà che è San Matteo. È stato anche il momento in cui tutti abbiamo sentito e amato, più fortemente che mai, il tesoro più grande che il nostro caro padre Alberto ci ha lasciato: la sua paternità! … una paternità infusa di quel Cristo di cui ci ha sempre parlato. Molti parrocchiani hanno avuto in lui un autentico padre e i bimbi un nonno affettuoso, che non smette mai di sorridere.

Alberto ha impresso, in ogni cuore affidatogli, la coscienza che la misericordia di Dio Padre è infinita e, offrendo se stesso come esempio, pieno di fiducia, ha risposto ancora una volta con docilità alla chiamata divina, anche verso una terra così lontana. Durante l’ultima Messa, uno dei missionari identes, rivolgendogli alcune parole di ringraziamento, ha detto:Caro Alberto ti ringraziamo per tutto l’affetto che ci hai donato e siccome non sapevamo cosa donarti, abbiamo pensato di affidarti la nostra fantasia, le nostre ispirazioni, i nostri sogni. Grazie di essere stato un padre per me e per tutti noi!”.

A queste parole una processione di bambini si è accostata all’altare per donare ad Alberto diversi disegni e cartelloni, accompagnati dagli applausi e dalla commozione dai presenti. Alberto li ha abbracciati uno ad uno e dopo aver ringraziato tutti, con quel sorriso che lo caratterizza, ha detto: Siete un tesoro e vi voglio bene! Per questo vi lascio una sola parola: Cristo!”.

Conclusa la Messa, i ragazzi della Gioventù Idente insieme alle suore hanno preparato una festa a sorpresa, che ha coronato una giornata piena di gratitudine, in cui l’Amore, quello con la “A” maiuscola, si è incarnato ancora una volta.

 

Nostro fratello Jesús María González, nuovo parroco di Santa Barbara Martire e di Santa Teresa di Gesù (Tenerife)

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Sabato 8 de settembre 2018, alle 19h00, in un atto molto emozionante, ebbe luogo la presa di possesso da parte del padre Jesús María González Gómez, missionario idente, della Parrocchia di Santa Barbara Martire, in Santa Cruz di Tenerife. L’atto fu presieduto da don José Manuel Yanes Marrero, Vicario Episcopale della 2^ Vicaría Territoriale di Santa Cruz. Concludendo la messa il nuovo parroco chiese la preghiera di tutti i parrocchiani per realizzare nel miglior modo possibile la sua nuova missione pastorale.

Sempre in Santa Cruz di Tenerife, domenica 16 settembre 2018, alle 10h00 , nostro fratello Jesús María prese possesso della Parrocchia di Santa Teresa di Gesù, in una celebrazione eucaristica presieduta da don José Manuel Yanes, alla quale fece seguito, davanti alle porte della Chiesa, un breve rinfresco in cui si fece un brindisi per congratularsi ed augurare al nuovo parroco che Dio lo colmasse di benedizioni nel suo nuovo compito pastorale.

Il diario diocesano “Nivariense digital” si è fatto eco di questo bell’avvenimento per i missionari identes di Tenerife, scrivendo: “ Venerdì 7 settembre il vescovo Bernardo Alvarez ha nominato parroco delle parrocchie di Santa Barbara Martire e di Santa Teresa di Gesù , in Santa Cruz di Tenerife, Jesús María González, missionario  idente nativo di Bilbao… “Vengo con grande entusiasmo, grande fede e fiducia nella provvidenza. Conto sull’appoggio della comunità dei missionari identes e certamente anche su quello di tutti i fedeli delle parrocchie”, disse Gonzalez” .

Adoremus: iniziano le veglie dei giovani nell’arcidiocesi di Madrid

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Da quando sua Ecc.za il Cardinal Carlos Osoro giunse a Madrid, come nuovo arcivescovo, nel novembre del 2014, continuò con la ormai tradizionale veglia dei giovani per la festa dell’Almudena, ma volle proporre qualcosa in più: perché non fare questa veglia ogni primo venerdì del mese? La cosa iniziò nel mese di dicembre e la risposta della gioventù madrilena non si fece attendere: il sì fu impressionante.

Il suo tratto è molto vicino ai giovani, evoca Papa Francesco. Saluta ognuno con molto affetto, ringrazia per la presenza e ricorda i visi di ogni persona che saluta e che ha già visto in una precedente veglia; e non si rifiuta davanti alla richiesta di una foto o anche dei famosi selfies. Dopo aver terminato la veglia con il canto alla patrona, Nostra Signora dell’Almudena, tutti i partecipanti fanno la fila per salutare il cardinale e lui si mette in un posto strategico per farlo.

I missionari identes in missione a Madrid non sono mancati ad una sola veglia che ormai si identifica come Adoremus:veglia dei giovani con il cardinale; e ogni volta che qualche missionario è di passaggio per Madrid, e questo coincide con un primo venerdì del mese, ha già il suo itinerario tracciato: assistere alla veglia dei giovani.

Questo venerdì 7 settembre, prima veglia del nuovo corso, un nutrito gruppo di missionari e missionarie identes, con giovani provenienti dalle varie missioni che si svolgono in Madrid, hanno partecipato all’Adoremus. Missionarie di passaggio, provenienti dalle missioni in America del Sud, hanno assistito con il desiderio di conoscere questa preziosa tradizione di cui hanno sentito parlare con molto entusiasmo.

Al termine fecero la fila per salutare il cardinale a cui raccontarono brevemente di ognuna delle missioni, delle attività estive e dei primi progetti di inizio corso. Le missionarie che stanno nell’Università Tecnica Particolare di Loja (Ecuador) chiesero la sua benedizione speciale per i giovani che proprio quel giorno partivano in missione per tutto l’Ecuador: Don Carlos, affettuosamente diede la benedizione richiesta a tutta la missione idente dell’Ecuador e a tutti i missionari identes.

Sicuramente questa benedizione darà molti frutti a gloria di tutta la Chiesa e dell’Istituto Id di Cristo Redentore Missionarie e Missionari Identes.

Esposizione della Scuola di Pittura del Monastero Idente di Costantina, (Siviglia)

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Lo scorso 25 luglio si inaugurò l’Esposizione della Scuola di Pittura del Monastero Idente “La Victoria de San José”, a Costantina (Siviglia), che è curata dall’artista e professoressa Carmen Meléndez, membro della Famiglia Idente. Questa scuola ha sede nel suddetto monastero idente da sette anni ormai, ed è diventato un punto di riferimento per la bellissima Sierra Nord di Siviglia.

Il successo di questa esposizione è confermato dal numeroso pubblico che partecipò all’inaugurazione e che, in questi giorni, non cessa di visitarla, Le pitture dei ragazzi e degli adulti, che integrano la scuola si trovano nell’aula magna che il Comune del luogo mette a disposizione, per questo genere di eventi.

Auguri Carmen Meléndez, e tante grazie. Sappiamo bene che l’origine di questo progetto fu quello di compiere il sogno che il nostro padre Fondatore, Fernando Rielo, ebbe per i nostri monasteri come culle di spiritualità, di arte e di cultura. Quel tuo impegno ha già dato i suoi frutti..

Il “sì” è come una freccia diretta al cuore del Padre

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Sabato 16 giugno, Rebecca Sattler, missionaria tedesca, ha preso i voti temporanei nella Cattedrale di Berlino. La cerimonia è stata presieduta dal prelato  Dr. Stefan Dybowski, responsabile degli Ordini religiosi femminili dell’arcidiocesi di Berlino. Il nostro Presidente, p. Jesús Fernández Hernández, ha concelabrato insieme con altri nostri confratelli.

Parole bellissime sono state rivolte dal prelato a Rebecca, colpendo tutti gli invitati. Tre aspetti del carisma e della vita del nostro fondatore, Fernando Rielo, sono stati sottolineati: 1) la libertà di vivere nella terra senza essere della terra, 2) la forza di persistere nei momenti di aridità e 3) il vivere e trasmettere la santità guardando la terra dal cielo e non il cielo dalla terra.

Alla fine della S. Messa il nostro Presidente ha ringraziato tutti i concelabranti e i fedeli con queste parole:

Il sì è come una freccia diretta al cuore del Padre. Il cuore del Padre non sanguina. L’unica cosa che produce è misericordia, perdono e il desiderio di stare con noi. Ogni volta che una persona dice a Cristo ‘sì!’, e al Padre e allo Spirito Santo ‘sì!’, vengono sparse sull’umanità enormi benedizioni. Noi, siccome abbiamo una mente piccola, pensiamo che il cielo sia uguale alla terra. Ma quel cielo che portiamo qui, dentro di noi, si apre a colpi di “sì!”. Qui ci sono persone giovani. Un sì è un monosillabo; però cambia la vita della persona. Dunque quando un uomo o una donna dicono “sì!” a Cristo, il quale veramente ci ama, si producono subito dei frutti”.

La giornata è stata ricolma di grazie. Per molti degli invitati, e tra loro c’erano anche persone non cristiane, non battezzate, musulmani e buddisti, questa era la prima volta che assistevano ad una messa. Dopo la celebrazione c’è statoun rinfresco nel quale il nostro presidente e la superiora generale hanno parlato ai giovani presenti della vita di orazione e di santità. Tutti sono stati molto toccati dalla cerimonia e dalle parole ascoltate.

Siamo testimoni privilegiati dei frutti che questo momento speciale, nella storia del nostro istituto in Germania, porta alla nostra vita di santità.

Festa in famiglia nella parrocchia di San Matteo a Roma

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Come far sì che il dialogo fra noi diventi il luogo, lo spazio nel quale far emergere, esprimere quanto di più legittimo, bello, normale, buono avvertiamo e sentiamo, però cercando di depurarlo (per quanto possibile) dalla condanna, dalla violenza o negatività del giudizio su me stesso e sull’altro? 

Queste le domande al centro di un bellissimo pomeriggio vissuto, domenica 24 giugno, Festività di San Giovanni Battista, nella parrocchia di San Matteo apostolo ed evangelista di Roma, con i genitori e i bambini del catechismo di Comunione e Cresima.

Festa in famiglia. Si chiameranno così gli incontri nati su espressa richiesta delle famiglie che affidano i loro figli al percorso di preparazione ai due sacramenti nella nostra parrocchia!

Il pomeriggio è iniziato tutti insieme con la Celebrazione Eucaristica in giardino, all’aperto. Ricorreva la festività di San Giovanni Battista: un’occasione quanto mai propizia per ricordare anche come ogni figlio sia davvero il “dono di Dio” (questo significa “Giovanni”) nella vita di un padre, di una madre, di un fratello.

Il Vangelo e la festività di questo giorno hanno infatti offerto spunti ricchissimi per riflettere sui sentimenti, i desideri, i bisogni, ma anche “giudizi” nel senso di aspettative, pretese, imposizioni, divieti, spesso veri e propri muri di isolamento e separazione, che si generano prima, durante e dopo la nascita di un figlio.

Mentre i genitori condividevano, in piccoli “gruppi di lavoro”, esperienze di vita e riflessioni, anche sulla base di una serie di dinamiche ed esercizi sulle tematiche in quesitone, i loro ragazzi giocavano nel campo di calcio con i missionari e con i giovani della Parrocchia di San Matteo che ci aiutano splendidamente e sempre con somma creatività; e nel frattempo avvenivano le iscrizioni per il campeggio della Gioventù Idente italiana che quest’anno sta raccogliendo un numero davvero alto di adesioni.

Non tutti i bambini giocavano. Alcuni di loro partecipavano addirittura ai piccoli laboratori proposti ai loro genitori! Tra l’altro rispondendo in modo magistrale, con saggezza e acume sorprendenti, alle domande pensate per i “grandi”.

Una chiesa che cammini insieme con le famiglie e con i ragazzi, per crescere e imparare insieme a riconoscere i bisogni di senso, di relazione, di dialogo, di ascolto, di accoglienza, di dono, di gioia, insomma una vita da veri figli del Padre Celeste: ecco una della grandi scommesse e proposte che la Parrocchia di San Matteo fa a tutti coloro che si stanno avvicinando!

Giovani tedeschi scoprono tra gli alberi la chiamata alla santità. Zinnowitz

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“Vuoi essere santo?”. “Sí!”, fu la risposta spontanea  e decisa di una dei 250 giovani che scoprirono il “paese dei missionari identes” durante il loro viaggio lungo i sentieri della giustizia,tema dell’incontro annuale dei giovani della diocesi di Berlino-Germania, che ebbe luogo dal 15 al 17 giugno, nell’isola di  Zinnowitz.

Attraverso una grande gimcana, i giovani andavano conoscendo diverse realtà della chiesa locale che, dopo essere state presentate, introducevano i giovani a riflettere sul loro modo di vivere la giustizia e la santità. Il bosco in cui si realizzava l’attività  fu perfetto per i missionari identes perché rassomigliava tantissimo a   Valsaín, bosco nel quale il Padre Celeste invitó  Fernando Rielo ad essere santo, quando egli aveva 16 anni. Attraverso un gioco, i missionari identes invitavano i giovani che passavano di lì a “decifrare” questo stesso messaggio tra gli alberi: “ siate perfetti come è perfetto il Padre che sta nel cielo” (Mt 5,48).

Durante questo percorso i ragazzi cercavano anche un bastone di legno il più dritto possibile (la loro propria giustizia), che,  alla fine veniva trasformato in un “più” da un altro bastone. Lasciando che Cristo incrociasse la loro misura umana della giustizia, formavano una croce che potevano portare a casa. I missionari identes li esortavano, in cose concrete che ognuno di loro aveva scritto prima della ricerca, a trasformare la loro forma di giustizia rigida, nella giustizia del Padre, che va molto più in là: è “più” che la nostra piccola giustizia.

Segno bello di una chiesa in uscita era il gruppo dei giovani immigranti, in gran parte mussulmani, che parteciparono a tutto l’incontro. Un giovane iraniano fu molto toccato dalla dinamica proposta e, prima di andarsene dal “paese dei missionari”, disse: – Io non sono cristiano, sono mussulmano, ma questa croce me la porto come ricordo. Grazie! –