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Gioiosa celebrazione a Roma e raduno della Famiglia Idente d’Italia per il XIV anniversario della scomparsa di Fernando Rielo

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Ieri, 8 dicembre 2018, la Presidenza dell’Istituto Id, la Provincia di Roma , insieme a tutte le Provincie e Delegazione d’Italia hanno celebrato il XIV anniversario della scomparsa di Fernando Rielo, Fondatore dell’Istituto Id di Cristo Redentore, Missionarie e Missionari Identes.

I missionari e membri della famiglia idente e della Gioventù Idente provenienti da Fucecchio, Bologna, Busseto, Genova, Torino e Milano erano arrivati la sera del 7 dicembre, gli altri sono arrivati in mattinata, da Atessa, Terni, Arpino e dalle sedi di Roma, presso la Casa per ferie “Enrico De Ossò” in via Valcannuta, 134 in Roma. Si percepiva sin dal primo mattino, la gioia di ritrovarsi per una ricorrenza così cara al cuore di tutti. Saluti, abbracci, scambi di notizie e sorrisi.

Alle 10.15, ha avuto inizio la lezione spirituale. Era una lettera scritta dal Presidente dell’Istituto, don Jesús Fernández Hernández, con una sorta di stringata biografia spirituale del nostro padre Fondatore. E’ stata letta dal nostro fratello sacerdote, e Superiore Provinciale pro-tempore, Enrico Bayo, il quale lo ha fatto con una grande maestria, lasciandoci assaporare lentamente tutte le considerazioni del nostro Presidente che cadevano nel nostro cuore creando emozione e forte impressione della presenza del nostro amato padre Fondatore.

Finita la lezione abbiamo avuto la condivisione in gruppo ed è stato un momento bellissimo in cui ci siamo arricchiti reciprocamente di tanti insegnamenti. Eravamo tutti molto emozionati e profondamente toccati dallo Spirito Santo.

E’ seguito il pranzo preso in letizia e fraternità, rendendo grazie al Datore di ogni bene. Poi, alle ore 15.00 siamo partiti per recarci nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, dove avrebbe avuto luogo la solenne Celebrazione Eucaristica.

Nella Basilica ci hanno raggiuto tutti i bambini del catechismo della nostra Parrocchia di San Matteo Apostolo all’Anagnina, accompagnati dai loro genitori. Eravamo tutti molto emozionati. I bambini hanno indossato la loro tunica bianca della 1^ Comunione ed hanno partecipato alla processione degli accoliti, dei diaconi e dei celebranti.

Presiedeva la celebrazione il nostro fratello Enrico, accompagnato dal prefetto dei Teatini, dal Superiore Generale dei Rosminiani, dal responsabile generale del ramo dei missionari del Verbum Dei, carisme con le quale abbiamo una grande collaborazione. Oltre a diversi sacerdoti identes, un sacerdote agostiniano e altri amici sacerdoti hanno concelebrato l’Eucaristia.

La Chiesa era strapiena per via dei tanti amici, parenti e membri della Famiglia Idente che si sono aggregati a noi. C’era anche il Coro della Parrocchia di San Matteo che ha animato la liturgia.

L’omelia ha sottolineato soprattutto l’importanza che il nostro padre Fondatore dava, e che ha inculcato in noi suoi figli, alla figura del Padre celeste, a cui noi tutti dobbiamo sempre guardare, facendoci figli nel Figlio per avere accesso alla vita trinitaria.

La liturgia è stata seguita con tanto silenzio e tanta partecipazione. Alla fine il celebrante ha dato una speciale benedizione a tutti i bambini, invitandoli a portare nelle loro case il bacio e la figura di Gesù, per imitarlo ogni giorno.

Tornati nella Casa per ferie è stata servita la cena e poi, alle ore 21.00 s’è celebrato un Ateneo della gioventù idente: intrattenimento artistico con poesia, teatro, musica e danza.

L’intera giornata è stata un ritornare sempre, con la mente e col cuore, alle parole, agli insegnamenti ed agli esempi del nostro padre Fondatore, con il profondo desiderio di essere fedeli e di continuare a portare dappertutto il suo carisma.

Merita ricordare che nei giorni dal 7 al 9 dicembre s’è svolto un Motus Christi per i giovani, provenienti da Roma, Bologna, Milano, Torino ed Atessa, che ovviamente hanno partecipato anche alla Celebrazione Eucaristica dell’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione di Maria.

Questa Madre, che il Fondatore ha sempre teneramente amato, ci ha accompagnato durante tutto l’evento con la sua materna bontà e la sua dolcissima protezione. Aspettiamo di conoscere un giorno tutti i frutti di conversione che le attività realizzate hanno prodotto.

 

Un parroco per padre

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Domenica 28 ottobre, il nostro caro padre Alberto Giralda, missionario idente e Parroco di San Matteo, ha salutato con grande affetto e gratitudine tutta la Parrocchia, dai più piccini ai più grandi, prima di partire, il giorno seguente, per la sua nuova missione nella Repubblica Ceca.

È stato un giorno di festa o, per meglio dire, un mix di emozioni fra lacrime e sorrisi, piovuti in questa bella realtà che è San Matteo. È stato anche il momento in cui tutti abbiamo sentito e amato, più fortemente che mai, il tesoro più grande che il nostro caro padre Alberto ci ha lasciato: la sua paternità! … una paternità infusa di quel Cristo di cui ci ha sempre parlato. Molti parrocchiani hanno avuto in lui un autentico padre e i bimbi un nonno affettuoso, che non smette mai di sorridere.

Alberto ha impresso, in ogni cuore affidatogli, la coscienza che la misericordia di Dio Padre è infinita e, offrendo se stesso come esempio, pieno di fiducia, ha risposto ancora una volta con docilità alla chiamata divina, anche verso una terra così lontana. Durante l’ultima Messa, uno dei missionari identes, rivolgendogli alcune parole di ringraziamento, ha detto:Caro Alberto ti ringraziamo per tutto l’affetto che ci hai donato e siccome non sapevamo cosa donarti, abbiamo pensato di affidarti la nostra fantasia, le nostre ispirazioni, i nostri sogni. Grazie di essere stato un padre per me e per tutti noi!”.

A queste parole una processione di bambini si è accostata all’altare per donare ad Alberto diversi disegni e cartelloni, accompagnati dagli applausi e dalla commozione dai presenti. Alberto li ha abbracciati uno ad uno e dopo aver ringraziato tutti, con quel sorriso che lo caratterizza, ha detto: Siete un tesoro e vi voglio bene! Per questo vi lascio una sola parola: Cristo!”.

Conclusa la Messa, i ragazzi della Gioventù Idente insieme alle suore hanno preparato una festa a sorpresa, che ha coronato una giornata piena di gratitudine, in cui l’Amore, quello con la “A” maiuscola, si è incarnato ancora una volta.

 

Festa in famiglia nella parrocchia di San Matteo a Roma

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Come far sì che il dialogo fra noi diventi il luogo, lo spazio nel quale far emergere, esprimere quanto di più legittimo, bello, normale, buono avvertiamo e sentiamo, però cercando di depurarlo (per quanto possibile) dalla condanna, dalla violenza o negatività del giudizio su me stesso e sull’altro? 

Queste le domande al centro di un bellissimo pomeriggio vissuto, domenica 24 giugno, Festività di San Giovanni Battista, nella parrocchia di San Matteo apostolo ed evangelista di Roma, con i genitori e i bambini del catechismo di Comunione e Cresima.

Festa in famiglia. Si chiameranno così gli incontri nati su espressa richiesta delle famiglie che affidano i loro figli al percorso di preparazione ai due sacramenti nella nostra parrocchia!

Il pomeriggio è iniziato tutti insieme con la Celebrazione Eucaristica in giardino, all’aperto. Ricorreva la festività di San Giovanni Battista: un’occasione quanto mai propizia per ricordare anche come ogni figlio sia davvero il “dono di Dio” (questo significa “Giovanni”) nella vita di un padre, di una madre, di un fratello.

Il Vangelo e la festività di questo giorno hanno infatti offerto spunti ricchissimi per riflettere sui sentimenti, i desideri, i bisogni, ma anche “giudizi” nel senso di aspettative, pretese, imposizioni, divieti, spesso veri e propri muri di isolamento e separazione, che si generano prima, durante e dopo la nascita di un figlio.

Mentre i genitori condividevano, in piccoli “gruppi di lavoro”, esperienze di vita e riflessioni, anche sulla base di una serie di dinamiche ed esercizi sulle tematiche in quesitone, i loro ragazzi giocavano nel campo di calcio con i missionari e con i giovani della Parrocchia di San Matteo che ci aiutano splendidamente e sempre con somma creatività; e nel frattempo avvenivano le iscrizioni per il campeggio della Gioventù Idente italiana che quest’anno sta raccogliendo un numero davvero alto di adesioni.

Non tutti i bambini giocavano. Alcuni di loro partecipavano addirittura ai piccoli laboratori proposti ai loro genitori! Tra l’altro rispondendo in modo magistrale, con saggezza e acume sorprendenti, alle domande pensate per i “grandi”.

Una chiesa che cammini insieme con le famiglie e con i ragazzi, per crescere e imparare insieme a riconoscere i bisogni di senso, di relazione, di dialogo, di ascolto, di accoglienza, di dono, di gioia, insomma una vita da veri figli del Padre Celeste: ecco una della grandi scommesse e proposte che la Parrocchia di San Matteo fa a tutti coloro che si stanno avvicinando!

Basta un “sì”, testimonianza di Irene Scifoni dopo la sua consacrazione

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Basta un “sì”, è sufficiente. Un “sì” detto con gioia grande, o con tremore; con sorpresa, con paura o, a volte, detto piano, con il dolore di chi vede solo ciò che lascia. Ci vuole coraggio, dicono…io penso che ci vuole un miracolo.

Stesa a terra, il giorno dei voti miei e di Chiara, ascoltavo i Santi, invocati dal canto delle litanie, e sentivo l’emozione palpabile intorno a noi. Ho ricordato tutte quelle persone alle quali devo la mia vocazione… “Mi hai guidato, Santissima Trinità, a questo Istituto con misteriosa Provvidenza”…incontri provvidenziali, parole coraggiose e scomode, dette per amore; parole che io spesso ho accolto con rabbia, con orgoglio, con paura…eppure hanno inciso dentro di me un solco che è passato inosservato fino al giorno in cui io, profondamente delusa e davvero stanca di me stessa, non ho potuto fare altro che mollare la presa e lasciarmi scivolare…allora quel solco indelebile e sconosciuto si è rivelato il sentiero verso un amore tanto profondo e pieno che mai avrei potuto immaginarlo, e che subito ho riconosciuto come il mio unico destino.

La pace che ho dentro oggi dice che Dio ha vinto la sua battaglia. Cristo è luce nella tenebra del mio peccato. Cristo è pace e forza, nella confusione delle mie fragilità. Guardandomi intorno, quel giorno, tra tanti volti felici e commossi, dicevo a Cristo: «E se non ti avessi detto “Sì”? Non posso neanche pensarlo, tra tanta gioia». Solo un “sì”, sussurrato per fede, per non perdermi quell’Amore che prometteva vita vera…il resto lo ha fatto Dio e continua a farlo, mostrandomi quanta strada ancora ci separa, quanto male ancora lascio entrare nella stanza in cui mi chiede di aspettarlo.

E intanto fa miracoli, commuove i cuori, apre orizzonti e crea comunione. Come quella che si respirava al Santuario del Corpus Domini quel giorno: la stessa gioia condivisa da cinque figli della stessa madre, la Chiesa: la comunità di Nomadelfia, dove sono cresciuta vedendo con i miei occhi che lasciare tutto per Cristo rende la vita piena e feconda; le Sorelle Clarisse, che tanto mi hanno accompagnata con i loro sorrisi e la loro preghiera; la Piccola Famiglia dell’Annunziata, che in un segno commovente di amicizia ha voluto esserci nonostante gli impegni parrocchiali; i Frati Minori dell’Osservanza, veri e propri fratelli, compagni di sogni apostolici ed esempi di dedizione e coraggio; i missionari e le missionarie Identes, questa mia famiglia innamorata della Trinità, che con pazienza e misericordia mi accoglie e mi insegna a riconoscere e percorrere sulla terra le vie del Cielo.

Sono stata coraggiosa, nel dire il mio “Sì”? Io non credo. Credo, piuttosto, che quando Dio parla tanto chiaro a un’anima che ha sete di pienezza e di un amore eterno, quell’anima non può più vivere senza cercare quella voce, e brucia nel desiderio di vedere come sia il volto da cui proviene…è tutto qui il mistero e il miracolo di una vocazione. Il vero coraggio, forse, sta nel programma di vita che mi ha prospettato mio padre quando, quella sera, ci siamo salutati: «Adesso, però, bisogna perseverare». Con la Grazia di Dio, seguendo l’esempio della famiglia in cui sono cresciuta e con l’aiuto e il sostegno di questa famiglia nuova che Dio mi ha dato, mi preparo a fare di questo “sì” il canone della mia quotidianità.

Questa mia risoluzione, però, non nasce dal coraggio: nasce, piuttosto, dalla gratitudine profonda e da un senso di responsabilità, per un debito che in questi anni ho accumulato. Sono in debito verso tutti quei giovani che camminando insieme a me hanno definito e arricchito la mia vocazione; sono in debito verso tutti quelli che per me pregano ogni giorno; sono in debito verso i miei genitori e tutti quegli apostoli che con fedeltà e obbedienza mi hanno aperto gli occhi a una vita diversa; sono in debito verso quei ragazzi e bambini che con la loro assoluta fiducia in me mi insegnano con quale abbandono dovrei affidarmi al mio Padre Celeste. Ognuno di loro ha diritto a pretendere la mia perseveranza in una vita di donazione autentica e totale.

Borrowed time: laboratorio all’aperto sul perdono, a Genova.

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Domenica 22 aprile, Genova – A Corso Italia, proprio a ridosso della Chiesa di Sant’Antonio di Boccadasse, la Pastorale Latino Americana di Santa Caterina, nella quale collaborano le missionarie e i missionari identes di Genova, ha accolto e coinvolto curiosi e passanti in una attività davvero particolare.

Ascoltiamo quanto ci raccontano Coletta Venza e Roxsana Chavez di questo speciale laboratorio di strada: «Dopo un lungo percorso di preparazione, che ha visto coinvolto e impegnato il gruppo dei giovani della Parrocchia, la Cura, come rappresentante del Gruppo Festa di Gioia Piena, Missione Diocesana dei Giovani ai Giovani, ha proposto un percorso di laboratori incentrato sul perdono. Concetto alto eppure semplice, bello e unico per il raggiungimento di pace e quiete, di comunione col Padre e con l’umanità intera.

I giovani, durante tutto l’inverno hanno affrontato il tema del perdono sotto molti punti di vista, da quello psicologico al suo risvolto letterario e storico, da quello esistenziale a quello spirituale, producendo domande, confronti, riflessioni in un vero e proprio cammino di crescita per tutti i partecipanti, per una comunità.
Da questo viaggio è nato il bisogno e desiderio di condividere quelle domande, quegli interrogativi e, forse, qualche risposta a tutti i giovani e non giovani possibili, andando a cercarli per strada, proprio sotto l’esempio dei Santi Missionari.
Per cui, con tanto coraggio e spirito di iniziativa e con quella marcia in più che ha chi ama e si sente Amato dal Padre celeste, la Cura di Pastorale Latino Americana di Santa Caterina ha allestito una serie di laboratori, giochi e attività, lungo un piccolo tratto di Corso Italia.
Lo scopo era accompagnare chi ne avesse voglia e desiderio alla Riconciliazione, infatti la parte finale del percorso vedeva disposti quattro sacerdoti (tra cui il nostro vescovo ausiliario mons. Nicolò Anselmi), disponibili alla Confessione.
La Cura di Pastorale Latino Americana ha realizzato così questo progetto grazie al supporto della Pastorale Giovanile Diocesana, delle suore della comunità delle figlie Eugenia Ravasco, dei Frati Cappuccini (costanti nella preghiera e partecipazione alla direzione spirituale e liturgica), dei Missionari e Missionarie Identes di Genova e Torino.

Per i contenuti filosofici e tecnici un grazie particolare va alla Gioventù Idente e ai Missionari e alle Missionarie Identes, stimolo e fonte per nuove e continue riflessioni intellettuali sulla mistica e la spiritualità, perché i materiali di riferimento e dai quali si è attinto per la costruzione dei laboratori provengono dal loro progetto del “Parlamento Universale della Gioventù” (PUG).

Grazie ai sacerdoti Diocesani e Padri per la disponibilità alla Confessione; Grazie alla Parrocchia di Sant’Antonio da Padova di Boccadasse e alla Comunità Francescana di sorelle che ha accolto e dato disponibilità dei locali per la preparazione e organizzazione dei laboratori e grazie agli Animatori e agli adulti della Cura Pastorale Latino Americana per la disponibilità, la generosità, l’entusiasmo, la gioia e la forza con cui ha realizzato questa iniziativa che, oltre ad aver fatto rumore buono, di quello Bello, ha accompagnato molte persone alla Riconciliazione, restituendo a tutti Grazia, consolazione, gioia e pace a tutti in un contesto intriso si Carità e Amore, gratitudine e Festa. Grazie a tutti i volontari che con un “ECCOMI”, con generosità e coraggio, hanno sperimentato la bellezza dell’evangelizzazione per strada. Tutti ci siamo portati a casa grazia e bellezza!».

Un fine settimana all’insegna dell’incontro

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Da venerdì 8 a domenica 10 giugno, un fine settimana tutto rivolto a convivere ed incontrarci con amici, famiglie e giovani di Fucecchio.

Venerdi 8 abbiamo partecipato all’evento “Aperitivo con il Vescovo”, un evento annuale organizzato e presieduto dal Vescovo di San Miniato, Mons. Andrea Migliavacca, dedicato ai giovani della diocesi, nel Chiostro del Convento San Francesco a San Miniato Alto. L’aperitivo è stata una bella occasione per salutare il nostro Vescovo e per conoscere, tornare ad incontrarci, con le diverse realtà diocesane e i giovani di altre associazioni e movimenti. “Uscite dalle vostre case”: ecco l’esortazione di Papa Francesco che il Vescovo ha fatto risuonare con forza in quel bel Chiostro, per annunciare Cristo, per andare all’incontro e imparare ad ascoltare gli altri.

Sabato 9 Giugno, nei locali del Chiostro del Monastero La Vergine a Fucecchio, abbiamo avuto il ritiro della Famiglia Idente. Umiltà ed Eucarestia sono state al centro delle due bellissime riflessioni di Maria Isabel Chacon ed Enrico Bayo, missionari identes, venuti a Fucecchio per questa serie di incontri che avevamo in programma. I partecipanti, dopo un tempo di silenzio, hanno condiviso le loro impressioni, sempre a partire dalla loro vita quotidiana con Cristo. Per tutto il ritiro si è respirato un clima di pace, di silenzio e preghiera. A conclusione, la Santa Messa celebrata da p. Enrico, con la partecipazione di circa 70 persone del territorio. E’ stato toccante vedere con quale entusiasmo alcune signore, adesso anziane, veri pilastri della famiglia idente di Fucecchio, hanno partecipato all’incontro, pur soffrendo malattie fisiche molto dolorose: con la loro presenza ci hanno testimoniato che con Cristo davvero tutto è possibile!

Il Motus Christi di domenica 10 Giugno è stato dedicato al perdono e all’Eucarestia. A parlarcene, ancora Maria Isabel e Enrico. La giornata è iniziata recitanto tutti insieme il Trisagio e poi momenti di riflessione in silenzio, condivisione per gruppi e le testimonianze di due missionarie sposate  probanti, Carmela Lauletta e Sumali Panjaem. Erano 25, tra cui una coppia di giovani sposi con i loro bambini, ed è stato molto bello ricevere da tutti la conferma di quanto sia importante riflettere su questi temi e specialmente condividere le loro difficoltà: solo così  è possibile aprirsi alla grazia. Il Motus si è concluso con la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa del Monastero.

 

 

“A che cosa selfie?” La parrocchia di San Matteo alla festa degli adolescenti

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Domenica 16 aprile, i ragazzi che si preparano per ricevere la cresima nella parrocchia di San Matteo insieme alla Gioventù Idente abbiamo partecipato alla festa degli adolescenti organizzata dalla diocesi di Roma. 520 ragazzi sono arrivati alla casa Santa Maria dell’acero a Velletri per scoprire che ognuno di loro è insostituibile e che ognuno di loro ha una missione specifica.

Dal mattino presto, con gli occhi ancora mezzi chiusi, i nostri ragazzi erano già pronti a partire con i loro zainetti sul bus della diocesi. E tra giochi e un fiume di selfie sullo sfondo di un paesaggio a dir poco idilliaco il viaggio è trascorso rapidissimamente. Giunti a destinazione c’era già una schiera di ragazzi che ballavano e cantavano nel bosco di quel posto meraviglioso. Due bambine che si preparano per la cresima sono salite sul palco e ci hanno presentato alle altre parrocchie con noi che, al sentir nostro nome, urlavamo per far sentire a tutti la nostra presenza.

La giornata era grigia in cielo ma si è aperta nel segno dell’allegria, con i bans a ritmo di musica latina, guidati dagli animatori che cercavano di coinvolgerci tutti con i balli di gruppi più famosi al momento e con la canzone che ha fatto da inno. Con l’aiuto di diversi braccialetti colorati ci hanno diviso in tante squadre per avviare giochi tutti legati a messaggi alti, importanti su valori e ideali da vivere: la staffetta a catena, il “fatti un selfie”, “l’esercito dei selfie”, brani e racconti da modificare.

Una breve pausa pranzo per tuffarsi sugli zaini e divorare, affamati come erano tutti, i panini preparati da mamme e papà e poi di nuovo balli e partite di calcio insieme ad altre parrocchie. Insomma, sembra che in questa gita i ragazzi della parrocchia di San Matteo abbiano scoperto che il ballo scorre nelle loro vene!

Nel pomeriggio è arrivato il sole proprio al momento di una messa all’aperto #troppobella e così abbiamo detto “ciao” alle nuvole. Più di 500 ragazzi, seduti sull’erba a pregare insieme, mentre risuonava nei nostri cuori: “siamo membra di uno stesso corpo”. 500 battiti di uno stesso cuore. C’era tanta gioia e fra tutti ci siamo accorti che, come per i discepoli di Emmaus, Gesù era tutto il giorno che ci stava camminando accanto.

Una delle parti più emozionanti della giornata? Senza dubbio l’omelia di don Antonio Magnotta, responsabile della pastorale giovanile, che organizzava questo incontro. A partire dalla domanda “a che cosa SELFIE?”, slogan del festival, ha iniziato a interrogare ciascuno di noi, chiedendoci di lasciare che Cristo risorto penetri nel nostro cuore e specialmente nei fantasmi del nostro passato, proprio in quei selfieche un tempo eravamo. Davanti a questa domanda si è fatto silenzio su tuti noi: eravamo lì, attenti, in ascolto, come Maria che meditava le cose nel suo cuore. Un minuto, forse, ma indimenticabile: un minuto di silenzio in cui sembrava che solo la brezza facesse rumore. Davvero un attimo incancellabile.

Prima di tornare nella nostra parrocchia, una foto di gruppo ha immortalato, più che la stanchezza del viaggio, la gioia di aver vissuto una fede che non si ferma fra di noi, ma che va e conquista molti altri ragazzi. Infine, sì, una gita che tutti rifaremmo, anzi un selfie che i nostri cuori hanno scattato taggando Cristo.

 

Bambini, genitori, catechisti: una sola famiglia nella parrocchia di S. Matteo

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Una carovana di bus e auto, sabato 7 aprile, portava ad Arpino più di 50 famiglie dei bambini che stanno al primo anno di preparazione per la Prima Comunione nella nostra parrocchia di San Matteo. In programma, una giornata di ritiro presso il monastero di questa piccola località a due ore da Roma dove però, a detta dei genitori, “si respira pace”.

Ore di convivenza passate volando tra giochi, riflessioni, gruppi di condivisione, pranzo al sacco tutti insieme e S. Messa. Uno dei frutti più palpabili: l’unità che si è creata tra i bambini, i loro genitori e i catechisti, davvero come una sola vera famiglia. «Grazie per il modo che avete di prendervi cura dei nostri tesori» – ci dicevano le mamme e i papà. «Portiamo i nostri bimbi in parrocchia davvero con gioia perché vediamo che ci vano allegri e allegri ritornano!».

Con noi anche tre bambine dell’ultimo anno di Comunione che non potranno assistere al loro prossimo ritiro. Durante la Messa, i loro genitori, con grande emozione e qualche lacrima, hanno consegnato una croce alle loro figlie, con queste parole: “Ricevi questa croce, figlia mia, affinché, insieme con Gesù, tu possa crescere in età, sapienza e grazia”.

Bellissima cerimonia dei voti delle missionarie identes Chiara Ammoscato e Irene Scifoni a Bologna

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Oggi, domenica 8 aprile, nel Santuario del Corpus Domini di Bologna (Italia), si è svolta la bella cerimonia dei voti di due missionarie identes italiane:  Irene Scifoni (professione apostolica e consacrazione celibiale) e Chiara Ammoscato (professione perpetua).

La cerimonia è stata presieduta dal presidente dei missionari e missionarie identes, padre Jesús Fernández, e si è svolta nel bel Santuario del Corpus Domini, amministrato dall’Istituto Id dal 1995. Padre Jesús nella sua omelia ha rivolto parolebellisime alle due missionarie:

“Il santo si presenta a Cristo con il cuore vuoto, ma pieno di desiderio di amore. Che forza ha questo amore per cui si lascia tutto. Liberiamoci da tutti quei pensieri che non servono a niente, ma che occupano spazio in noi. (…) Essere fragile significa percepire l’impressionante forza della grazia. Mantenete queste parole come ha fatto Maria nel cuore. (…) Che fatica dire a Cristo come Pietro: sì ti voglio bene! E tanto difficile dire a Cristo “sì”?

Senz’altro, è stato un tempo di grazie abbondanti, non solo per queste due care sorelle, ma per l’intera Famiglia Idente d’Italia e per tutto l’Istituto, anche per la coincidenza con la Seconda Domenica di Pasqua e Domenica della Divina Misericordia.

Professione dei voti a Bologna delle missionarie identes Chiara Ammoscatto e Irene Scifoni

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Domenica 8 aprile si svolgerà nel Santuario del Corpus Domini di Bologna la professione dei voti di due missionarie identes italiane: Irene Scifoni, che farà la sua professione apostolica e di celibato, e Chiara Ammoscatto, che farà la sua professione perpetua.

La cerimonia sarà presieduta dal presidente dei missionari e missionarie identes, fra Jesús Fernández, e si svolgerà nel bello Santuario del Corpus Domini, che custodisce il corpo incorrotto di Santa Caterina da Bologna (1413-1463), clarisa, canonizzata nel 1712. Il santuario fu fondato nel 1456 dalla stessa Santa Caterina e dal 1995 è amministrato dall’Istituto dei missionari e missionarie identes.

Sarà un tempo di grazie abbondanti, non solo per queste due care sorelle, ma per l’intera Famiglia Idente d’Italia e per tutto l’Istituto, con il segno anche di svolgersi la cerimonia nella Seconda Domenica di Pasqua e Domenica della Divina Misericordia.