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Costruttori di pace: Giovani di tutto il mondo riflettono sulla realtà della pace nelle nostre relazioni interpersonali

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La pace è frutto di un lavoro in comune. Se è così, occorre che impariamo a dialogare e a prendere decisioni insieme.

Questo è l’obiettivo che si prefiggono giovani di molti paesi per l’edizione del PUG 2018-2019: “Pace in costruzione. Prendere decisioni insieme per una nuova civilizzazione”.

Dal 2015 il PUG si sta dedicando alle “relazioni interpersonali”. L’edizione 2015-2017 è stata sul fulcro delle relazioni umane: il perdono. Il biennio 2018-2019 tocca un altro punto decisivo: come prendere decisioni insieme. Famiglia, lavoro, scuola, università, gruppo di amici, associazioni, ecc.: tutte le nostre reti di relazione stanno o cadono a seconda di come ci perdoniamo e decidiamo insieme. Questi due sono i più grandi indicatori di civiltà.

Non c’è civiltà senza pace. Non è uno slogan, né una frase scontata. Vale la pena rifletterci bene, mentre ci muoviamo negli ambienti della nostra quotidianità. Come afferma Papa Francesco nella Evangelii Gaudium (219)

La pace «non si riduce ad un’assenza di guerra, frutto dell’equilibrio sempre precario delle forze. Essa si costruisce giorno per giorno, nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini». In definitiva, una pace che non sorga come frutto dello sviluppo integrale di tutti, non avrà nemmeno futuro e sarà sempre seme di nuovi conflitti e di varie forme di violenza.

Tra settembre ed ottobre sono sorti i primi gruppi di dialogo e di lavoro del PUG.

Come costruire insieme la pace? Lo abbiamo chiesto agli stessi WYPers. I giovani che stanno avviando questo progetto come. Il primo passo, come in ogni opera di costruzione, è analizzare la realtà, come fosse il terreno su cui costruire, e cercare di scoprire che cosa manca. Ecco cosa ci raccontano da varie città del mondo:

– A Berlino, in Germania, fin dai primi dialoghi ed incontri che abbiamo avuto, una cosa ci risulta chiara: “la pace non si può capire se non partendo dalla relazione”.

A Roma, dove ci riuniamo nel Centro Internazionale dei Giovani, San Lorenzo, fondato da San Giovanni Paolo II, prima di parlare e di riflettere sulla pace, abbiamo voluto analizzare il nostro modo di aprirci agli altri, perché senza questa conoscenza non possiamo rispondere alle altre domande, così come ha detto Papa Francesco, 13 giugno 2018:

“La strada di quel che manca passa per quel che c’è. Gesù non è venuto per abolire la Legge o i Profeti ma per dare compimento. Dobbiamo partire dalla realtà per fare il salto in “quel che manca”. Dobbiamo scrutare l’ordinario per aprirci allo straordinario.

– In Spagna, sono sorti gruppi di lavoro e di riflessione nelle università di Madrid, Salamanca e Barcellona. Qui i giovani hanno iniziato a confrontarsi specialmente con Etty Hillesum.

– In India, si sono avviati incontri di formazione a Mangalore, Bangalore e Kochin.

– In Colombia e Bolivia, i primi incontri sono stati dedicati alle figure di due straordinarie costruttrici di pace: Madeleine Delbrel ed Etty Hillesum che hanno ispirato una delle prime conclusioni di questi gruppi:

“è necessario lavorare per la pace cominciando dal nostro vivere quotidiano, sacrificando, quando necessario, quel che dettano i nostri desideri più egoistici. Solamente con l’amore potremo rompere le barriere del nostro individualismo”.

 

– In ECUADOR, I GRUPPI di lavoro si realizzano in varie università del Paese, come Loja, Quito, Santo Domingo, Ibarra.

– In Perù, stiamo discutendo sulla costruzione della pace anche attraverso un laboratorio di creazione di poesie.

Con il lavoro di questi primi mesi, il PUG tratta di fare realtà uno dei sogni di San Oscar Romero:

Che si trasmetta ai bambini e ai giovani la capacità di analizzare la realtà del proprio paese. Che li si prepari per essere agenti di trasformazione, invece che alienarli con montagne di libri e di tecniche che non consentono loro di aver contatto con la realtà. Ci sono molti tecnici, molti saggi, molti professionisti competenti nella loro scienza e professione, ma che sono come angeli, disincarnati dalla realtà in cui operano”.

 

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Il Parlamento Universale della Gioventù in Cina con la IV sessione plenaria sul perdono

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100 giovani rappresentanti della Germania, Bolivia, Brasile, Camerun, Cile, Cina, Colombia, Ecuador, Spagna, Italia, Giappone, Messico, Perù, Filippine, Russia e Corea del Sud, si sono dati appuntamento a Pechino per la sessione internazionale plenaria del Parlamento Universale della Gioventù (World Youth Parliament – WYP), sul tema “Un viaggio chiamato perdono. Relazioni interpersonali: chiavi per una nuova civiltà”, che si è svolto dal 6 all’11 agosto 2017. Trattandosi di un’opportunità unica di dialogo interculturale che mette in comune il vissuto di migliaia di giovani di tutto il mondo, è stata l’Associazione del Popolo Cinese per l’Amicizia con i Paesi Stranieri a interessarsi, già da qualche anno, al progetto organizzato dalla Gioventù Internazionale Idente (Idente Youth) e promosso dalla fondazione Fernando Rielo, e ad accogliere in Cina l’edizione attuale.

A partire dal 2014, circa 3000 giovani hanno lavorato sul perdono come chiave di tutti i tipi di relazione ed è per questo che 100 di loro sono andati fino in Cina. Nelle sessioni plenarie internazionali del WYP, i rappresentanti di vari paesi si riuniscono per raccogliere i contributi di ognuna delle nazioni che hanno lavorato al progetto e redigere un manifesto che inglobi le esperienze di tutti i giovani. Per dar vita a questo documento finale, i giovani del WYP seguono una metodologia molto originale chiamata “Giri di Idee” che ha questo fondamento: quanto più una persona desidera sostenere la forza di un’idea, tanto più sostiene gli aspetti positivi di quelle degli altri. Questo si raggiunge grazie a una serie di piccole “regole di dialogo parlamentare” che i partecipanti si impegnano a rispettare. Si tratta di norme semplici, ma per niente facili, che aiutano a evitare tensioni, dibattiti inutili o siuazioni sgradevoli e, principalmente, a fare un’esperienza di dialogo pacifico. Grazie a una tale collaborazione collegiale, partendo dalle varie idee si arriva a un sentire unitario, fondato su un pensiero generale, evolutivo e cooperativo. Si crea un reale ambiente di ascolto, incontro, rispetto e compromesso personale, che permette di prendere decisioni e formulare proposte condivise.

Iniziò con gli incontri su scala mondiale a Roma nel 2009. Successivamente, nel 2010, nella sede delle Nazioni Unite a New York, venne presentata la “Magna Carta dei Valori per una Nuova Civiltà”. Nel 2014 a Humboldt (Berlino) si elaborò la “Magna Carta dei Giovani nella Scuola della Speranza”.

Il WYP fu ideato nel 1981 da Fernando Rielo Pardal, fondatore anche della Gioventù Idente. È un foro permanente di dialogo ed elaborazione di proposte nel quale giovani da tutto il mondo condividono le proprie riflessioni e preoccupazioni su importanti temi della convivenza umana. La sua finalità: aiutare a restaurare l’umanità partendo dal compromesso personale. Il fatto che la sede di quest’ultima sessione plenaria sia stata la Cina, è segno dell’universalità del WYP: 100 giovani da diverse parti del mondo che hanno condiviso la ricchezza dell’umanità che li accomuna.

Un viaggio chiamato perdono: Italia verso WYP China 2017

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Il 25 giugno 2017 a Roma si è svolta presso la sede della Gioventù Idente di via Aurelia a Roma, la giornata di preparazione per la sessione plenaria internazionale del World Youth Parliament prevista dal 6 all’11 agosto 2017 a Pechino. In Cina giovani di tutto il mondo, “in viaggio alla ricerca di chiavi per una nuova civiltà”, si confronteranno sul “perdono nelle relazioni interpersonali”.

Nella giornata di lavori a Roma, i giovani hanno iniziato a scrivere insieme il loro contributo alla “magna charta del perdono”.

Che significato ha per te la parola perdono? “Perdono & tempo/ lavoro/ decisione/aiuto/silenzio”: che ne pensi di questi termini, collegati qui alla parola “perdono”? sono pertinenti o no? quali? tutti? alcuni? che cosa ti fa pensare questo accostamento? “Perdono VS giustizia, vendetta, simmetria, occhio per occhio”: questi termini sono, secondo te, sinonimi o contrari? Ti posso perdonare per il danno che hai fatto ad un altro? Ti riesce difficile perdonare? Se sì, che cosa blocca la tua capacità di farlo? Ti è mai accaduto di essere perdonato incondizionatamente? Se sì, come hai reagito? Ti è mai capitato di subire o essere testimoni di qualcosa che abbiamo giudicato o giudichiamo imperdonabile? Ecco solo alcune delle domande su cui ragazzi di Roma e Bologna stanno riflettendo e condividendo  loro esperienze per preparare il contributo italiano al WYP di Pechino 2017.

L’avvio dei lavori è stato dato da M. Thérèse Gerstner, Chiara Scifoni, Irene Scifoni, Maura Gilart, Liwen Zhu, Jessica Marotta, Annamaria Manzú, Benedetta Petrini, Melissa Cantiano e Dario Magliacani, studenti universitari di diverse nazionalità che studiano a Roma e Bologna che hanno approfondito, anche alla luce della propria esperienza, aspetti diversi del perdono: dalla constatazione della nostra umanità ferita, all’analisi delle cause e conseguenze della nostra condizione “a terra”, al perdono come viaggio verso la più grande meta: la restaurazione del vincolo che unisce tutti gli esseri umani.

Al centro della mattinata, la bellissima e appassionata intervista con Fabrizio Carletti di “CreAtiv”. E, dopo un pranzo di delizie culinarie internazionali che non poteva mancare in una sessione di tale natura, la sessione pomeridiana con i lavori in commissioni, dirette da Taniya George, Jesús Cevallos e Daniel Cárdenas.

Nell’assemblea generale conclusiva i giovani hanno presentato la bozza del manifesto italiano su cui lavoreranno nelle prossime giornate in preparazione per la sessione plenaria di Pechino (6-11 agosto 2017).

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Programma del WYP Italia

Convocada la sesión mundial del PUJ en China

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La Oficina Internacional de la Juventud Idente y el Comité Internacional del Parlamento Universal de la Juventud ya han convocado a la sesión plenaria internacional del PUJ, que tendrá lugar del 6 al 11 de agosto en Pekín (China). El tema de investigación que está desarrollando el PUJ en el período 2014-2017 es el referido a las relaciones interpersonales, apartado III de la Magna Charta de Valores para una nueva civilización. El título del Parlamento de esta edición recibe como nombre: “Relaciones interpersonales para una nueva civilización: un viaje llamado perdón”.

Para mayor información visitar:www.wyparliament.org