Un’amicizia che cresce mentre scali il monte San Cristoforo in Cile

By 27 Maggio, 2019Giugno 10th, 2019America del Sud, Cile, Sin categorizar

Martedì 21 maggio ci riunimmo con i giovani che si preparano a ricevere la cresima nelle parrocchie di San’Alberto Hurtado, Nostra Signora di Guadalupe e il Buon Pastore per salire sul monte San Cristoforo, con il proposito di avere un giorno di convivenza e di amicizia a contatto con la natura. 

In una splendida giornata autunnale, 23 giovani provenienti da vari posti di Santiago, sperimentarono la ricchezza delle diversità di discorsi, di abitudini e di stili di vita. Nel monte facemmo alcune soste: nel giardino giapponese godemmo del silenzio e della contemplazione del bel paesaggio; poi in un gran parco ci fermammo per mangiare. Lì ci riposammo e facemmo dei giochi e dei lavori in gruppo che poi presentammo agli altri. Ridemmo tanto e scoprimmo i talenti e le doti di ognuno. Nel tratto finale della salita, facemmo peripatetismo, che è la forma di dialogo attraverso cui, Fernando Rielo, fondatore dei missionari identes, ci insegna ad uscire da noi stessi per conoscere la ricchezza dell’altro, attraverso la conversazione.

Durante la salita si unì la formazione alla convivenza, imparando a “saper stare” in ogni attività, e a conoscere il senso e l’origine dei posti in cui entravamo; per esempio la cappella basca, dono della comunità basca del Cile, che è una meravigliosa costruzione di pietra con  pitture raffiguranti diversi santi, e che ha, nell’entrata, sculture di santi cileni: Santa Teresina delle Ande e Sant’Alberto Hurtado. In questo posto si diede una piccola conferenza su “Dio, Natura e Società”, motto che Fernando Rielo propose ai giovani perché vivessero i più nobili ed alti ideali che potevano concepire.

Un gesto molto bello fu che, in maniera spontanea, alcuni giovani si inginocchiarono ai piedi della Vergine Immacolata che sta in cima al monte, con atteggiamneto di vera orazione interiore.

Su quella cima ci sedemmo in circolo per condividere le impressioni di ognuno. Ciò che più li colpì furono: il dono della convivenza, la cura della natura, il senso di famiglia, l’uscire dall’individualismo e il non attaccarsi alle cose o alle persone: La condivisione ci consentì d’arricchirci gli uni gli altri, in Dio, Natura e Società.

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