Commento di p. Jesús Fernández al Vangelo della Domenica 29 settembre (Lc 16, 19-31)

Quando nel Vangelo di oggi si dice di ascoltare Mosè e i profeti, si sta dicendo a noi di ascoltare il Vangelo. Quando in un’altra circostanza Cristo dice che è difficile che un ricco entri nel Regno dei cieli, sta parlando di coloro che sono ricchi non solo di soldi e di beni, ma piuttosto di orgoglio, superbia, prepotenza, meschinità, e hanno, pertanto, un cuore duro, incapace di amare e di praticare la giustizia.

Dobbiamo praticare verso coloro che hanno meno – i poveri – la giustizia e la generosità. Tutti gli esseri umani hanno diritto ad essere felici. Cristo ci chiama ad un retto senso di giustizia e ad un umile sforzo per condividere con i bisognosi non solo dei beni, ma anche cercare soluzioni per le persone bisognose che ci circondano.

Il problema sta nell’accumulare e nel non condividere con le persone in gravi difficoltà. Seguire Cristo, che è amore, vuol dire praticare la giustizia e la pace con i più bisognosi. Non possiamo essere indifferenti davanti alla povertà delle persone. Se vivo il Vangelo della santità devo condividere i miei beni materiali e spirituali con gli altri.

Nessuno può servire due padroni, o odierà l’uno e amerà l’altro, o aderirà al primo e disprezzerà il secondo: non possiamo servire allo stesso tempo Dio e il denaro (Mt 6, 24). Qui si parla di un amore esagerato e disonesto verso il denaro, scialacquandolo a piene mani, senza beneficio per nessuno, eccetto che per chi lo ha.

(Si veda la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro, che chiedeva un po’ di cibo alla porta della casa del ricco).

Un ricco può vivere la povertà evangelica. La povertà cristiana fa parte della carità, che è giustizia ed è amore. Un ricco può avere una condotta retta, ordinata al fine della persona. Ci sono stati ricchi e re che hanno praticato un vero distacco dai loro beni, ossia hanno saputo usare correttamente i beni, senza essere loro schiavi. Non è un male avere beni in questo mondo, perché vengono da Dio e sono al servizio, non senza sforzo, degli esseri umani. Il male sta nel cattivo uso di questi beni. Quindi avere distacco, sobrietà e generosità nell’aiutare il povero. Nostro Padre celeste è il vero tesoro.

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