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Santo

Beato Bertoldo del Monte Carmelo (Bartolomeo Avogadro), 29 marzo

By 28 Marzo, 2024Aprile 17th, 2024No Comments
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“Alle soglie del Carmelo si trova la figura di questo beato che difese la fede in Terrasanta e cesellò con la sua vita una bella offerta d’amore alla Vergine Maria”.

Non è facile ricostruire i fatti di istituzioni religiose tanto vetuste come quella del Carmelo, identificando i pilastri che sostennero i loro primi passi. Tuttavia, c’è sempre qualche pista che vale la pena seguire, indizi che questo insigne ordine primitivo che tanta gloria va dando alla Chiesa, consegna nei suoi annali puntualizzando aspetti che devono tenersi da conto. Il beato Bertoldo, la cui vita appare avvolta in una certa foschia, fu uno degli artefici della stessa.

Si sa che era francese, che venne al mondo nel seno di una nobile famiglia, e che la sua esistenza si svolse durante il secolo XII, poiché sarebbe nato alla fine del secolo XI. Mentre alcuni gli hanno attribuito la fondazione dell’ordine carmelitano, la voce autorizzata di questi religiosi riconosce in lui solo il loro primo maestro generale. Quando Bertoldo – nome di battesimo Bartolomeo – arrivò al Monte Carmelo, i primi membri già da un certo tempo godevano della vita eremitica. Un flusso incessante di crociati disposti a dare la loro vita per difendere la fede fu una delle caratteristiche dell’epoca. Molti giovani agguerriti si aggregavano alla contesa con questo unico fine. Era un alto onore che non volevano evitare.

Bertoldo che si era formato teologicamente nell’università di Parigi ed era stato ordinato sacerdote, si sentì chiamato ad impugnare le armi contro gli infedeli. Gerusalemme era l’obiettivo. Lì si dirigeva insieme a suo zio Aimerico, poi primo patriarca di Antiochia, quando questa città fu presa da quelli. Probabilmente nel fragore della battaglia, ma è un fatto che non è comprovato, gli venne fatto capire, per rivelazione, che la lotta infiammata era stata scatenata per l’impenitenza dei soldati cristiani. Bertoldo fece allora solenne promessa di consacrarsi alla vita religiosa, dedicandola alla Vergine Maria, se ne uscivano sani e salvi. Ottennero il trionfo ed emise i voti.

La questione è che poté arrivare al Monte Carmelo, e sedotto dalla vita eremitica si stabilì lì insieme ad un nutrito gruppo di compagni, configurando nel 1154 una comunità cenobitica. Godevano del favore ecclesiastico poiché nel 1141 il patriarca di Gerusalemme aveva riformato gli ordini monastici. Era un momento propizio per loro. Aprì un campo fertile che diede innumerevoli vocazioni. La cappella che eressero nelle prossimità della “fonte di Elia”, popolata da anacoreti, fu dedicata inizialmente a Nostra Signora del Monte Carmelo.

La sua presenza rivitalizzò lo spirito di orazione, meditazione e digiuno caratteristico dei primi membri dell’ordine carmelitano che avevano la loro origine nel profeta Elia. Per questa ragione, è stato considerato anche “restauratore” dello stesso. Il gruppo prese il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Essendo Aimerico patriarca di Antiochia visitò il posto. Andava come legato ad latere dalla Santa Sede per la Terra Santa, e designò Bertoldo di Malefaida primo priore generale dei carmelitani. Questo diede impulso alla creazione e ricostruzione di monasteri. Di fatto, gli viene attribuita l’espansione dell’Ordine in altri angoli della Palestina che poi si sarebbe estesa in Europa. È quello che si legge nell’informazione che Pietro Emiliano fornì al monarca Edoardo I d’Inghilterra in una lettera che gli mandò nel 1281.

Dio poté voler consolare l’afflitto cuore di Bertoldo per le feroci lotte che non avevano tregua e che andavano decimando la comunità. Gli permise di vedere come entravano nella gloria scortati da angeli un importante numero di fratelli che avevano sparso il loro sangue in difesa della fede cristiana soccombendo per mano dei saraceni. Di questo favore diede conto lo storiografo dell’Ordine, Paleonidoro. Bertoldo morì il 29 marzo 1195.

Per quarantacinque anni aveva diretto saggiamente le comunità mantenendo vivo l’amore per la Vergine. E le orme del carisma carmelitano si trovavano presenti nelle opere che avevano intrapreso: monasteri ad Acri, Tiro e quello di Beaulieu in Libano, una cappella a Sarepta, un ospizio a Gerusalemme, ecc., oltre ad avere seminato di comunità l’ambiente del Giordano. Dopo la morte di Bertoldo, Alberto, patriarca di Gerusalemme, consegnò la regola ai suoi seguaci basata sulla contemplazione, la meditazione delle Sacre Scritture ed il lavoro. Prendendo il testimone, Brocardo sostituì il beato come secondo priore generale. Era uno dei carmelitani che erano stati formati da lui godendo della sua fiducia.

Il culto dedicato a Bertoldo si fissò nel 1564 con il capitolo generale dell’Ordine. E dopo il periodo compreso tra il 1585, data in cui il suo nome era stato tolto dal breviario che era stato riformato, nel 1609 tornò ad essere inserito nello stesso.

 

© Isabel Orellana Vilches, 2018
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