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Un invito, poi un viaggio: il richiamo a mettersi in ascolto

da 28 Giugno 2026No Comments

Siamo partiti tutti dalla semplicità del luogo : 
la pace che ci circondava, la bellezza della natura, 
il cinguettio degli uccelli, l'arrivo di Francesco 
in questo posto, la sua sofferenza ed infine 
la stigmatizzazione del dolore

Francesco sale al monte La Verna sofferente e con dolore fisico, sale per trovare la Pace. Le fenditure nelle rocce sono, per lui, le ferite nel costato di Gesù. Ci entra dentro per addentrarsi nel mistero di quella sofferenza.

Partendo da diverse città italiane: Terni, Roma, Varese, Milano, Torino, Bologna, quanti piedi stanchi e appesantiti dalla vita si sono recati in pellegrinaggio a La Verna, lo scorso weekend. Con Stefania, Veronica, Carmela, Miguel, Lorenzo, Benedetta, Eleonora, Enrico, e tanti altri abbiamo calpestato quel sentiero che ci ha condotti fin dentro la roccia dove San Francesco incontrò Cristo Crocifisso, si riconciliò con il proprio cuore e ricevette le stimmate come segno di quell’incontro e di quell’unione intima con Gesù. Ognuno di noi, con le sue ferite, le sue preoccupazioni, con i propri dolori fisici, si è lasciato toccare dalle parole di Suor Soledad, la francescana che ci ha guidato nei luoghi del Santuario, e ha tenuto lo sguardo rivolto a quella candela, posta nella cappella dove abbiamo sostato, con una preghiera nel cuore: Signore, fammi essere la luce del tuo Amore”.

“Abbiamo sin da subito partecipato a questo spirito, condividendo con grande naturalezza le nostre esperienze personali, in taluni casi dolorose e difficili, e tale condivisione ha generato un autentico spirito fraterno, una fortissima coesione”

Passo dopo passo abbiamo capito che è una grazia poter gridare il nostro dolore a Dio, perché proprio lì, in mezzo a quella sofferenza, si apre uno sguardo, uno sguardo d’Amore: “Manderò lo Spirito Santo a prendersi cura di te

“Si condivide anche il proprio dolore, forse tante situazioni non si risolvono ma c’è una comunità che prega per te, che ti accompagna”

Francesco ha percepito questa urgenza, 
e si è sentito addosso la responsabilità 
di essere un segno dell’Amore di Dio 
per le persone che ha incontrato.

Di questo è stata un segno vivente Carmela, quando ci ha testimoniato: “Non volevo proprio venire qui. Pensavo che sono vecchia, che c’era caldo, che avrei dovuto fare tanta strada. Ma poi gli ho detto: “No, Signore. Mi fido di quella prima ispirazione (che mi aveva fatto iscrivere e comprare i biglietti). Andrò per essere un tuo strumento”. E sono venuta”.

Ho visto realizzata quella perfetta letizia di cui parla San Francesco proprio attraverso queste persone”

“è stato bello scoprire punti d’incontro fra S. Francesco e Fernando Rielo”

“Penso che ascoltare, conoscere, seguire sono le parole che hanno unito 
la storia dei due fondatori, uniti dalla perseveranza verso Dio”

“ho trovato accoglienza, ascolto, una seconda famiglia”

“l’accoglienza, la fraternità e la presenza di una comunità come punto di riferimento, sono una preziosa occasione di crescita umana e spirituale!”

Durante la serata artistica, dove attraverso la musica, l’arte e la poesia abbiamo scoperto nuovi modi per lodare Dio e per metterci in ascolto di Lui, abbiamo anche ricevuto la testimonianza delle Sorelle della Carità, una comunità di due suore che gestiscono la Casa per Ferie dove abbiamo alloggiato. Ci hanno accolti, fatti sentire a casa, ci hanno sfamato con l’opera delle loro mani, ma soprattutto ci hanno amato come sapevano fare, facendoci trovare un ambiente pulito, una presenza costante, una pazienza infinita quando gli abbiamo fatto fare le ore piccole, un sorriso delicato e premuroso.

È stato Provvidenziale l’incontro tra i carismi che si è verificato a La Verna, un regalo di Fernando Rielo, San Francesco e Vincenzo de’ Paoli per noi, piccoli figli del Padre.