Vangelo del giorno, 19 aprile

 

Voi mi cercate, perché?

 

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,22-29

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, notò che c’era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti.
Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». Gesù rispose: «Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato».


SOS Vangelo: chiavi di lettura

È come se dicesse: «Voi mi cercate per un interesse». … e il nostro cercare Gesù? E credo che a noi faccia bene sempre chiederci: perché cerco Gesù? Perché seguo Gesù? Noi siamo tutti peccatori. E dunque abbiamo sempre qualche interesse, qualcosa da purificare nel seguire Gesù; dobbiamo lavorare interiormente per seguirlo, per lui, per amore.
Prosegui la lettura: Bergoglio (Papa Francesco), Jorge. Giovanni. Il Vangelo del discepolo che vide e credette (Italian Edition) . San Paolo Edizioni. Edizione del Kindle.
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Perché a loro interessa sapere quando è venuto lì? Perché cercano il pane che perisce, così una volta che sanno dove lui si sposta – prima diceva che era la sorgente d’acqua viva, ora anche il pane – basta seguirlo. Un certo tipo di fede l’hanno pur avuta, ma fede nel pane. E allora dice: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato pane. L’uomo vive di significati. Il pane ha un grosso significato perché è simbolo della vita quindi lo cerca, giustamente.
… Possiamo vivere questo pane avvelenandoci l’esistenza, cioè lottando gli uni contro gli altri per accaparrarcelo, o possiamo vivere questo pane in modo divino, come segno di amore reciproco. È qui che si gioca il nostro destino, la vita o la morte.
… E quindi gli chiedono: Qual’è la volontà di Dio? Come possiamo vivere la nostra esistenza concreta, cosa dobbiamo fare in concreto per avere questo pane che non perisce? Cosa dobbiamo fare? Cosa Dio vuole da noi? Che fare? Ed è giusto: che fare? E Gesù dà una risposta strana: Questa è l’opera di Dio. Gli chiedono cosa dobbiamo fare, quali opere di Dio: questa è l’opera che fa Dio, prima del nostro fare c’è ciò che fa Dio per noi. Siamo fatti innanzi tutto! Guarda come sei fatto! Sei figlio di Dio, no? Questa è l’opera di Dio: che Lui ti ha fatto figlio di Dio. Allora la sua opera è farti credere nel Figlio, aderire al Figlio, farti diventare figlio, diventa ciò che sei, questa è l’opera che Dio vuol fare in te! E te l’ha messa nel cuore questa attrattiva alla verità, all’amore, alla condivisione, alla vita del Figlio. Segui quest’opera di Dio, poi vedrai che farai le opere di Dio e farai bello il mondo. Quindi c’è qualcosa che fa Dio in noi e dobbiamo ascoltare quello. E quest’opera è l’adesione al Figlio, a quei sentimenti di luce, di verità, di amore che tutti abbiamo dentro, questa è l’opera di Dio in noi. È il sigillo del Padre, è la nostra essenza di figli, proviamo a vedere quest’opera.
p. Filippo Clerici e p. Silvano Fausti, Vangelo di Giovanni.
Prosegui la lettura: https://www.gesuiti-villapizzone.it/sito/trascrizioni/gv/1/18/files/gv18.pdf

 

[Circa il testo pubblicato in questo spazio, siamo a disposizione per la sua eliminazione immediata, se la sua presenza non fosse apprezzata da chi ha i diritti].

 

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