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Santo

San Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla), 22 ottobre

By 21 Ottobre, 2023Aprile 17th, 2024No Comments
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“Prontamente beatificato e canonizzato, la vita di questo papa polacco è impattante. La sua fortezza e carisma, la sua forma di bere il calice, mostrando il valore cristiano della sofferenza, continua a rimanere impressa negli occhi di tutti”.

 

Karol Józef Wojtyla, acclamato pontefice Giovanni Paolo II, commosse il mondo durante quasi tre decadi del secolo XX. I suoi gesti di bontà, la capacità di arrivare al cuore dei credenti e dei non credenti, le sue doti di comunicatore, gli incessanti viaggi apostolici nei quali non cessò di trasmettere l’amore di Dio, come fece con la sua ingente opera, sedussero milioni di giovani ed adulti. Il dolore umano, col suo carattere di essenziale offerta a Cristo, ha avuto in lui uno dei suoi insigni protettori. Vedendo le rovine della sofferenza nella sua persona, tutto il pianeta poté constatare la sua grandezza quando si assume come egli lo fece. Così incoronò la sua vita di donazione all’inizio del secolo XXI, essendo faro per tutti quelli che soffrono.

Nacque a Wadowice (Cracovia, Polonia) il 18 maggio 1920. Fu il minore di tre fratelli, benché Olga appena sopravvivesse. Perse sua madre a 9 anni e poco dopo Edmund, il primogenito, un medico che si contagiò nell’esercizio della sua professione. I suoi genitori lasciarono in Karol fortemente radicato il seme della fede cattolica. Brillante nei suoi studi, con una mente privilegiata, frequentò la filosofia nell’università Jagellónica di Cracovia. Allo stesso tempo si vincolò ad un circolo teatrale. In quell’epoca ottenne vari premi come giocatore di scacchi. Nel 1939, durante l’invasione nazista, fu operaio in una cava e in una fabbrica chimica. Era un leader nato, giovane attraente, di carismatica personalità e singolare magnetismo per attirare la gente. Godeva del rispetto e dell’ammirazione dei suoi compagni, cattolici idealistici ed entusiasti, che formarono il gruppo “Unia” e che difendevano i più deboli. Nel 1941, in piena occupazione tedesca, morì suo padre, ufficiale dell’esercito polacco.

La Gestapo lo seguiva, e Karol si nascose in una mansarda. Un sarto gli fece conoscere san Giovanni della Croce e si entusiasmò. In quell’epoca si sentì chiamato al sacerdozio. Dovette formarsi nel seminario clandestino di Cracovia fino a che l’arcivescovo, cardinale Stefan Sapieha, accolse il gruppo di aspiranti nel suo palazzo. Ordinato sacerdote nel novembre del 1946, fu inviato a Roma. Studiò nell’ “Angelicum” ottenendo il dottorato in teologia con una tesi sul suo stimato santo e riformatore carmelitano spagnolo. In Polonia fu vicario parrocchiale, cappellano universitario e professore di teologia morale e di etica nel seminario e nelle università Jagellónica e di Lublino; era affine al pensiero di Scheler, sul quale fece la sua tesi. Nel 1958 Pio XII lo designò vescovo ausiliare di Cracovia. Nel 1962 partecipò al Concilio Vaticano II, dove i suoi interventi sull’ateismo e la libertà religiosa non passarono inosservati. Pablo VI lo nominò cardinale nel 1967.  Alla morte di Giovanni Paolo I, dopo la sua fugace assunzione della Cattedra di Pietro, fu scelto per succedergli; prese il nome del suo predecessore.

Da allora, questo polacco, primo nell’ostentare l’altissima missione come Vicario di Cristo in terra, iniziò un pontificato eccezionale. Innamorato dell’Eucaristia e devoto di Maria, seppe arrivare al cuore di tutti al di sopra delle razze, del credo, dell’età, delle professioni…. Fu un atleta di Cristo, sacerdote e vescovo esemplare, un grande Pastore. Anche filosofo e teologo importante, difensore della morale e dei diritti umani, della cultura della vita, amante della pace e della giustizia, papa dei giovani e delle famiglie, capitano dei diritti del non nato, degli anziani e dei malati. Apostolo della riconciliazione che seppe agglutinare credi diversi ad Assisi aprendo una via ecumenica del dialogo interreligioso di un valore incalcolabile. Il papa viaggiatore che percorse il mondo una ed un’altra volta abbracciando e benedicendo tutti. Nel suo pontificato si registrò la caduta della cortina di ferro ed il crollo dell’impero sovietico, crollo che viene attribuito da molti studiosi alla presenza di un papa dell’est europeo.

Il gravissimo attentato subito nel maggio del 1981, andò minando a poco a poco la sua salute. Perdonò l’aggressore e continuò a vivere illuminato da Cristo e da Maria che lo salvò da una morte prematura, potendo portare a termine in maniera eroica la sua responsabilità. Affrontò magistralmente numerosi problemi e difficoltà che gli si presentarono. Fu un uomo di orazione che mostrò sempre un’imponente fortezza davanti alle contrarietà. Gli ultimi anni della sua vita non nascose al mondo il suo deterioramento fisico; si mantenne alla testa della Sede di Pietro dando esempio della sua inalterabile fedeltà a Cristo e alla Chiesa.

Quattordici encicliche, undici costituzioni apostoliche e 1060 udienze pubbliche celebrate danno prova della portata della sua consegna ed ardore apostolico. In uno dei suoi messaggi ricordò: “La vocazione del cristiano è la santità, in ogni momento della vita. Nella primavera della gioventù, nella pienezza dell’estate dell’età matura, e dopo anche nell’autunno e nell’inverno della vecchiaia, ed infine, nell’ora della morte”. Egli lo compì abbondantemente. Se si potesse parlare in termini numerici sarebbe uno dei pochi pontefici che registrò uno dei record più alti. E non solo per i quasi ventisette anni di durata del suo pontificato, il terzo più lungo della storia. Anche per le moltitudini che lo seguirono in diretta ed in differita moltiplicando le sue parole e i gesti grazie ai diversi mezzi di comunicazione. Essi mostrarono anche il dolore che produsse la sua morte avvenuta il 2 di aprile del 2005, e l’impressionante folla addolorata che si diede appuntamento per salutarlo un’ultima volta.

Bisogna lasciarsi indietro i detrattori che ebbe e continua ad avere, che hanno perseguitato anche altri membri della vita santa, come si è ricordato qui per altre biografie; il più recente è Teresa di Calcutta. È inutile che tentino di far tacere con assurdo schiamazzo l’eco delle opere dei grandi figli di Dio. Egli è il loro protettore; non può essere zittito. Parla attraverso i santi benché passino i secoli; lo vediamo in questa sezione di ZENIT tutti i giorni.

La realtà è che per le sue molte virtù Giovanni Paolo II fu beatificato da Benedetto XVI il 1° maggio 2011. Francesco lo canonizzò insieme a Giovanni XXIII il 27 aprile 2014, festa della Divina Misericordia che questo grande polacco istituì.

© Isabel Orellana Vilches, 2018
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