Skip to main content
Santo

San Giovanni Battista della Concezione, 14 febbraio

By 13 Febbraio, 2024Aprile 17th, 2024No Comments
Print Friendly, PDF & Email

“Quando l’amore per Dio trabocca, sgorgano le benedizioni. Questo grande riformatore trinitario soffrì molto per cause interne ed esterne, ma raggiunse la santità, come santa Teresa vaticinò ai suoi genitori quando era ancora bambino”.

Nei secoli che passano da quell’istante nel quale questo santo trinitario salì al cielo nel 1613, la sua figura non ha fatto altro che ingrandirsi. E tutto perché la ferita dell’amore divino che trapassò il suo essere da parte a parte, oltre ad impregnare quanti erano intorno a lui, continua ad allargarsi per illuminare tante persone, moderni prigionieri di se stessi, da affanni diversi che asfissiano il loro camminare, e dall’oppressione di altri.

L’effetto di quella mistica piaga, estranea al correre del tempo, si è moltiplicato e mantiene la sua freschezza primigenia come segno palpabile che l’unica cosa perenne che a rigore occorre sperare è quella che si raggiunge con l’offerta a Dio della propria vita. Giovanni Battista sognò la santità, fece di essa il limite dei suoi giochi infantili, respirò aromi di eternità ai piedi del Tabernacolo unito a Maria, e nutrì la sua attività con quell’esclusiva aspirazione, vincendo le sue debolezze con la grazia di Cristo.

Nacque ad Almodovar del Campo (Ciudad Real, Spagna) il 10 Luglio 1561 nella casa di alcuni agricoltori benestanti. Già da bambino mostrò un precoce anelito verso la perfezione dell’amore. Tanto è vero che giocava ad essere santo includendo pratiche ascetiche che colpirono seriamente la sua salute, al punto che qualcosa l’accompagnò fino alla sua morte. La testimonianza e il sostegno dei suoi genitori contribuirono a che entrassero definitivamente in lui tratti di pietà caratteristici della sua vita: devozione all’Eucaristia e preghiera del Santo Rosario, come pure l’abnegazione ed un diletto amore per i poveri. La conoscenza di imprese di giovani che avevano raggiunto la gloria eterna offrendosi a Dio senza riserve l’incoraggiava nel suo affanno religioso.

Santa Teresa di Gesù, conoscendolo di passaggio in uno dei suoi viaggi apostolici verso il 1574 o 1576, identificò in lui il santo che sarebbe diventato, comunicando ai suoi genitori il futuro che prevedeva per l’adolescente. Essi, gioiosi davanti al vaticinio, non misero nessun impedimento affinché il loro figlio seguisse la sua vocazione. In questa strada che intraprendeva, alimentando la sua aspirazione religiosa, si formò coi carmelitani scalzi della sua città natale, e proseguì gli studi a Baeza e Toledo.

Il suo primo tentativo fu integrarsi nella comunità, ma non poté vedere compiuto quel sogno per propositi inspiegabili della divina Provvidenza. E nel 1580 diventò religioso dell’ordine dei trinitari calzati, dove prese l’abito e professò l’anno seguente. Nel noviziato si era trovato con Simón de Rojas, tra gli altri religiosi che avrebbero versato il loro sangue per Cristo.

La strada verso la santità portava rinunce che in un primo momento non si sentiva incline a realizzare. Poi, diventando un riformatore consumato, avrebbe riflettuto su quegli scogli che sorsero dal suo interno. E  con uno sguardo retrospettivo sulla sua vita, avrebbe notato debolezze come la vanità ed una certa resistenza a dare risposta immediata a quello che capiva che Dio gli chiedeva, oltre a segnalare mancanze diverse come l’impazienza e poco tatto, tra le altre, sorte in un temperamento collerico come il suo che gli giocava brutti scherzi. Insomma, notò che non era stato rigoroso nell’esigenza della sequela.

La santità si forgia attraverso fedelissimi e costanti sacrifici che testimoniano ogni giorno l’autenticità di una decisione. E Giovanni conquistò la sua. Quella è la sua grandezza e la sua corona. Per sedici anni si andò forgiando nella carità, vivendo la regola primitiva dell’Ordine, superandosi nonostante la sua debole salute. Portò la sua grande sapienza di eccelso predicatore ad Alcalá di Henares e Siviglia. Fu allora, uscendo da questa capitale, quando attraverso una rivelazione che sorgeva come da una tempesta, vide che doveva intraprendere la riforma trinitaria portando l’Ordine verso un maggiore rigore.

Era arrivata la sua ora: “Signore, diventerò riformato a Valdepeñas”. “Passò la tempesta ed io rimasi raccolto con voto e con obbligo e con desiderio e volontà”. Con questa convinzione arrivò in questa località nel 1596, e da lì partì per Roma due anni più tardi, avendo abbandonato ai piedi di Cristo la zavorra che lo legava a tante cose inutili; si disse: “amo di più la mia religione e l’onore del mio buon Dio che tutti i tesori del mondo.”     

La missione non fu per niente facile. Ci furono ferree opposizioni di trinitari calzati, detenzioni, aggressioni fisiche e verbali, tradimento perfino dei suoi figli, tra le altre, che non gli impedirono di mettere in piede la riforma che si produsse il 20 agosto1599. Consumando la vita nell’impegno di fare conoscere Cristo e porre le basi della stessa, Giovanni non arretrò. Fondò 19 conventi, uno di essi per suore di clausura.

Essendo la Santissima Trinità l’asse centrale della sua vita, visse e trasmise la carità coi carcerati ed i bisognosi, l’umiltà, la penitenza e l’orazione. “Signore, fa che ti ami e sia povero, tanto povero che abbia un solo breviario! “. Purificato e modellato da Dio, come si purifica l’oro nel fuoco, in momenti di oscurità supplicava ardentemente: “Tu, Signore, non sai che desidero fare solo la tua santa volontà, anche se mi costasse mille vite? Dammi, Signore, luce; conosca io la tua santa volontà. Niente mi è dato di tanti lavori che ci sono  nel mondo; io vorrei solo piacerti e non muovermi un punto dal tuo volere”. 

Queste profonde esperienze trasudano dai numerosi trattati ascetici, mistici e teologici che sorsero dalla sua penna, e nei quali si apprezza il suo amore per la croce. Il transito alla vita eterna lo sorprese a Cordova il 14 febbraio 1613.

Fu canonizzato il 25 maggio 1975 da Paolo VI. I trinitari calzati smisero di esistere come Ordine nel 1897.

© Isabel Orellana Vilches, 2018
Autora vinculada a

Obra protegida por derechos de autor.
Inscrita en el Registro de la Propiedad Intelectual el 24 de noviembre de 2014.
________________

Diritti di edizione riservati:
Fondazione Fernando Rielo
Goya 20, 4.º izq. int. 28001 Madrid
Tlf.: (34) 91 575 40 91 Fax: (34) 91 578 07 72
E-mail: fundacion@rielo.com

Deposito legale: M-18664-2020
ISBN: 978-84-946646-6-3