Commento di p. Jesús Fernández al Vangelo della terza Domenica di Pasqua, 26 aprile (Lc 24,13-35)

By 27 Aprile, 2020Da leggere, Vangelo

Cristo, ai due discepoli che andavano a Emmaus, dice tra le altre cose, due parole che possono sembrare forti e dure: “stolti e lenti di cuore”. Le due persone che vanno insieme hanno i volti tristi e le loro vite sono avvolte in una spessa nebbia; la loro conversazione ha un tono di disperazione quasi depressivo. Avevano posto la loro fiducia nel Messia, il Messia, il Redentore dell’umanità. Ma, tuttavia, pensavano di essersi sbagliati dato che le autorità civili e religiose lo avevano condannato e messo in croce, in maniera infamante.

A volte siamo come i discepoli di Emmaus, assorti nelle nostre preoccupazioni con il dramma del coronavirus, con il pericolo di non riuscire a sperimentare una vitalità interiore, la vicinanza di Cristo. Però, ripeto, Cristo cammina con noi in questa via crucis della pandemia e lo fa in incognito: praticamente non lo vediamo se non entriamo in noi stessi, nella nostra interiorità. Si unisce a noi nelle nostre tristezze e disperazioni, ascolta il nostro racconto della perdita di esseri molto cari, del nostro profondo dolore, della perdita della rotta e dell’oscurità interiore.

Sí, ci accompagna in questi momenti dolorosi, dove una gran parte dell’umanità, non solo le persone malate negli ospedali che hanno bisogno di aiuto, ha anche, e soprattutto, bisogno delle nostre preghiere. Ci dice che il suo amore è più forte della nostra disperazione. Dio parte dal dolore e dalla sofferenza e ci strappa dall’oscurità della morte per portarci alla luce della risurrezione. E’ vero che non è facile vederlo, perché ci vuole silenzio nella nostra interiorità.

Cristo sta agendo per toglierci questa pandemia che lascia i cuori veramente spezzati , in alcuni casi freddi, perché ardano, ma ardano con la luce propria dello Spirito Santo. Ma questo racconto dei due discepoli di Emmaus è il racconto evangelico che rivela una sosta spirituale per scoprire la vera presenza di Cristo nella nostra vita. Così è detto nel libro del padre Henri Nouwen, nel suo libro sul discernimento dove tratta con molta chiarezza e profondità questo tema. Questa presenza la scopriamo nell’orazione perseverante, nell’Eucarestia e nella riflessione sulle parole di Cristo in questo racconto dei discepoli di Emmaus. Queste le parole di Cristo:” Il Messia non doveva patire tutto questo per entrare nella sua gloria?”. Comprendere queste parole di Cristo modifica la nostra percezione del dolore e della sofferenza.

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