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Santo

Beato Pierre Vigne, 8 luglio

By 7 Luglio, 2023Aprile 17th, 2024No Comments
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“La Croce e l’Eucarestia: chiave di questo “missionario del clero”, artefice di una grandiosa Via Crucis. E’ il Fondatore della Congregazione del Santissimo Sacramento, la cui devozione fu uno degli assi portanti della sua vita”

Nacque il 20 agosto 1670 a Privas, (Vivarais,Francia). Suo padre reggeva un commercio tessile ed i tre fratelli che sopravvissero, dei cinque nati nella casa, non ebbero eccessivi problemi economici perché si viveva largamente. I suoi genitori gli fornirono una buona educazione. Era un ragazzo tanto sveglio che a 11 anni il parroco gli affidò compiti di una certa responsabilità nella parrocchia di San Tommaso; agiva come testimone firmando verbali parrocchiali di battesimo, matrimonio e sepoltura. Nel suo ambiente imperava il calvinismo ed in questo ambiente rarefatto dai conflitti che generavano credenze disuguali, si sentì chiamato a seguire Cristo durante una Eucaristia. Tutta la sua vita ebbe come asse centrale l’adorazione al Santissimo Sacramento.

Nel 1690 entrò nel seminario di Viviers e quattro anni più tardi fu ordinato sacerdote dal prelato della diocesi. Poi, si trasferì a Saint-Agrève in qualità di coadiutore. Il suo ministero fu marcato dalla riflessione sulla Parola di Dio e dalla sua devozione alla Sacra Eucaristia, pilastro della sua vita sacerdotale ed influsso per esercitare la carità senza debolezze. Impegnato totalmente nella missione, affabile e vicino, facilmente si compenetrava con le genti semplici. Conoscitore delle loro carenze, li fortificava nella fede ed otteneva che si impegnassero nella difesa dell’unità della Chiesa. Anch’egli andava discernendo i passi che doveva dare.

Si sentiva spinto alla vita missionaria. I poveri, in particolare i contadini, erano i suoi prediletti. Per questa ragione, nel 1700 abbandonò Saint-Agrève e si vincolò alla Congregazione della Missione, poiché il suo carisma era orientato alle “missioni popolari”, e questo gli avrebbe permesso di stare in contatto con questo collettivo. Professò nel 1702 e fu destinato a Valfleury. Uno dei suoi compiti consisteva nell’accogliere i pellegrini che accorrevano al santuario della Vierge au Genêt d’Or. Nella Congregazione imparò il metodo seguito da san Vincenzo de Paoli che egli stesso incarnò e diffuse per sei anni di evangelizzazione lungo i confini di Lyon arrivando fino a Béziers. Internamente combatteva una lotta difficile da apprezzare dagli altri; non era convinto della strada intrapresa. La sua esperienza apostolica con la gente del campo corroborò quello che veniva intuendo che quella era la via che doveva seguire. Di modo che, dopo due intensi anni dedicati alla missione ed una seria riflessione per chiarire la volontà divina, nel 1706 lasciò i lazzaristi.

Non si spense mai la sua sete di portare la Parola di Dio per i paesi. Non si stancava di ripetere che bisognava accoglierla: “È necessario alimentarsi della Parola di Dio, e così alimentare ed istruire gli altri”. “Chi commette il male è perché non conosce Dio. Chi oserebbe non obbedire a lui, non amarlo, se lo conoscesse veramente? Chi oserebbe offenderlo? Quando si ha l’abitudine di meditare il suo amore, si ha anche la certezza di poter aspettare tutto dalla sua misericordia”.

 

Con la dovuta autorizzazione ecclesiale, continuò predicando per diversi luoghi. Amministrava i sacramenti, insegnava ai bambini, e prodigava ogni tipo di attenzioni in modo instancabile. Supplicava fervorosamente: “Signore che io ami con amore vero quello che è e riguarda il bene del mio prossimo. Fa’ che ti preghi per lui e che, per Te, cerchi sempre di essergli utile… “. La sua ferma convinzione era: “La nostra parte deve essere solo pazienza e dolce carità che è un mezzo mirabile per vincere i più induriti”. Intorno a lui si riunivano moltitudini, che, per suo dispiacere, premiavano il suo zelo apostolico. Da anni il suo amore a Cristo l’aveva predisposto ad assumere qualunque sacrificio. Anche la Vergine Maria fu il suo baluardo.

Nel 1712 il suo ardore missionario lo portò a Boucieu-Le-Roi. Questa località, nella quale si stabilì definitivamente, fu il suo quartiere generale. Di lì partiva per evangelizzare i paesi e regioni vicine. L’Eucaristia e la Passione segnavano la sua vita, illuminavano il suo lavoro e l’aiutavano a posarsi nel cuore degli increduli. In Boucieu-Le-Roi, aiutato dai fedeli del contorno, eresse una monumentale Via Crucis. Ingegnosamente approfittò della scoscesa orografia del terreno dando dei rialzi con le sue 39 stazioni; una splendida catechesi che incominciava con quanto accaduto il giovedì Santo e culminava con Pentecoste. Egli stesso guidava le costanti visite di pellegrini accompagnandoli nella sua riflessione e preghiera. Inoltre, un gruppo di donne, sollecitate da lui, l’aiutarono in questo compito apostolico. Così sorse la sua fondazione: la Congregazione del Santissimo Sacramento.

Il 30 novembre 1715 dona alle prime religiose i distintivi dell’Ordine, l’abito e la croce. “Il libro più bello. Gesù Cristo che soffre e muore sulla croce per noi” era l’oggetto delle sue meditazioni. “Cerchi l’umiltà? Vai alla Croce!, cerchi la purezza? Vai alla Croce!, cerchi la speranza?, sei attratto dell’orgoglio? guarda il crocifisso!… “. Queste, e molte altre, erano le grandi lezioni che offriva. Nella sua formazione inculcava alle sue figlie l’amore all’Eucaristia istruendole affinché sapessero educare bambini e giovani; scriveva le sue regole e forniva loro altri trattati di spiritualità scritti da lui.

Senza abbandonare la missione popolare, creò nuove scuole ed uno spazio per le maestre, denominato “reggenti”, nel quale potevano condividere i loro interessi. Ma la sua ricerca personale non aveva fine, e terminò vincolandosi alla fondazione di Sacerdoti del Santissimo Sacramento. Un giorno, essendo già settuagenario, quando predicava a Rencurel si sentì indisposto da tante fatiche. E mentre pregava, accompagnato da un sacerdote e da due religiose dell’Ordine da lui fondato, che accorsero immediatamente al suo letto di morte, spirò l’8 Luglio 1740.

Giovanni Paolo II lo beatificò il 3 ottobre 2004.

 

© Isabel Orellana Vilches, 2018
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