“A che cosa selfie?” La parrocchia di San Matteo alla festa degli adolescenti

By 20 abril, 2018 Europa, Italia

Domenica 16 aprile, i ragazzi che si preparano per ricevere la cresima nella parrocchia di San Matteo insieme alla Gioventù Idente abbiamo partecipato alla festa degli adolescenti organizzata dalla diocesi di Roma. 520 ragazzi sono arrivati alla casa Santa Maria dell’acero a Velletri per scoprire che ognuno di loro è insostituibile e che ognuno di loro ha una missione specifica.

Dal mattino presto, con gli occhi ancora mezzi chiusi, i nostri ragazzi erano già pronti a partire con i loro zainetti sul bus della diocesi. E tra giochi e un fiume di selfie sullo sfondo di un paesaggio a dir poco idilliaco il viaggio è trascorso rapidissimamente. Giunti a destinazione c’era già una schiera di ragazzi che ballavano e cantavano nel bosco di quel posto meraviglioso. Due bambine che si preparano per la cresima sono salite sul palco e ci hanno presentato alle altre parrocchie con noi che, al sentir nostro nome, urlavamo per far sentire a tutti la nostra presenza.

La giornata era grigia in cielo ma si è aperta nel segno dell’allegria, con i bans a ritmo di musica latina, guidati dagli animatori che cercavano di coinvolgerci tutti con i balli di gruppi più famosi al momento e con la canzone che ha fatto da inno. Con l’aiuto di diversi braccialetti colorati ci hanno diviso in tante squadre per avviare giochi tutti legati a messaggi alti, importanti su valori e ideali da vivere: la staffetta a catena, il “fatti un selfie”, “l’esercito dei selfie”, brani e racconti da modificare.

Una breve pausa pranzo per tuffarsi sugli zaini e divorare, affamati come erano tutti, i panini preparati da mamme e papà e poi di nuovo balli e partite di calcio insieme ad altre parrocchie. Insomma, sembra che in questa gita i ragazzi della parrocchia di San Matteo abbiano scoperto che il ballo scorre nelle loro vene!

Nel pomeriggio è arrivato il sole proprio al momento di una messa all’aperto #troppobella e così abbiamo detto “ciao” alle nuvole. Più di 500 ragazzi, seduti sull’erba a pregare insieme, mentre risuonava nei nostri cuori: “siamo membra di uno stesso corpo”. 500 battiti di uno stesso cuore. C’era tanta gioia e fra tutti ci siamo accorti che, come per i discepoli di Emmaus, Gesù era tutto il giorno che ci stava camminando accanto.

Una delle parti più emozionanti della giornata? Senza dubbio l’omelia di don Antonio Magnotta, responsabile della pastorale giovanile, che organizzava questo incontro. A partire dalla domanda “a che cosa SELFIE?”, slogan del festival, ha iniziato a interrogare ciascuno di noi, chiedendoci di lasciare che Cristo risorto penetri nel nostro cuore e specialmente nei fantasmi del nostro passato, proprio in quei selfieche un tempo eravamo. Davanti a questa domanda si è fatto silenzio su tuti noi: eravamo lì, attenti, in ascolto, come Maria che meditava le cose nel suo cuore. Un minuto, forse, ma indimenticabile: un minuto di silenzio in cui sembrava che solo la brezza facesse rumore. Davvero un attimo incancellabile.

Prima di tornare nella nostra parrocchia, una foto di gruppo ha immortalato, più che la stanchezza del viaggio, la gioia di aver vissuto una fede che non si ferma fra di noi, ma che va e conquista molti altri ragazzi. Infine, sì, una gita che tutti rifaremmo, anzi un selfie che i nostri cuori hanno scattato taggando Cristo.

 

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