Commento di p. Jesús Fernández al Vangelo del 19 luglio, XVI domenica del tempo ordinario (Mt 13,24-43)

Il Vangelo di oggi ci parla in particolare della parabola del seminatore e della zizzania. La nostra mente e la nostra volontà sono come un campo che bisogna preparare, che bisogna concimare. L’orazione prepara la nostra mente e la nostra volontà ed il buon seme dà come frutto pensieri positivi e generosi, desideri di fare il bene e di non fare il male a nessuno. Ma a volte non dedichiamo neppure un minuto a Dio, minuto nel quale non devo pensare ai nostri interessi, in quello che devo fare o non devo fare in quel momento.

Dobbiamo sapere che in ogni istante della nostro vita Cristo pensò a te come pensò a me e ti amò nonostante la sua dolorosa vita. Nonostante la sua passione e la sua sofferenza ebbe davanti alla sua mente e alla sua vista le tue necessità. Tutte le sue gioie voleva partecipare con te, specialmente nell’orazione e nell’Eucaristia. Cristo ebbe nella sua passione e morte la tua santità, quella pienezza d’amore. Sentì dolori di parto, come dice San Paolo, per la tua felicità, con un immenso amore e ti chiede solo di confidare in Lui. Quando non lo facciamo, proprio allora è quando viene il maligno ed introduce l’erba cattiva ( la zizzania) che è lo scoraggiamento, che è la fatica, l’angoscia, la tristezza. Questo fa parte dell’erba cattiva, senza contare il nostro orgoglio, il nostro egoismo, la vanità.

Ma noi siamo convinti di avere seminato nella mente e nella volontà pensieri che sembrano positivi e buoni desideri per Dio e per le persone, quando in realtà non è così. Per esempio, crediamo che mormorare non sia tanto cattivo, e lo facciamo, e quello fa parte dell’erba cattiva. Che augurare qualcosa di cattivo alle persone non è tanto grave. Al principio non notiamo la differenza tra certi pensieri positivi e questi che sappiamo che non sono tanto positivi. Ma man mano che passa il tempo incominciano a crescere e questi pensieri sono come autentiche muraglie che a volte ci paralizzano e ci tolgono l’allegria e la felicità del nostro cuore. E da dove ci vengono questi pensieri? Lo dice Cristo nella parabola di oggi: quando dormiamo, quando veramente ci dimentichiamo di avere ogni giorno questi istanti di silenzio per ascoltare la voce di Dio nel nostro cuore.

Dobbiamo anche sapere che lo Spirito Santo ha come missione quella di purificarci, pulire, togliere l’erba cattiva. Per questo motivo dice Cristo: Spera, è Lui che lo farà! Tu l’unica cosa che devi fare è non offrire resistenza ed Egli lo farà per te. Non offrire ostacoli, non ostacolarlo, non lasciare per domani quando lo Spirito ti dice: ora, in questo momento!

Per esempio negli egoisti, negli egoisti esagerati, tutti abbiamo qualcosa di egoismo ma parliamo di quell’esagerazione che deforma tutto. Per gli egoisti, il loro amore al bene è, in definitiva, amore a sé stessi e questa è una confusione perché l’amore esagerato a sé stesso è l’erba cattiva e l’amore al bene è il chicco di grano. Quell’erba cattiva, quella zizzania ti fa diventare rigido e tu con ciò perdi la tua libertà, quella libertà interiore che è un dono che Dio ti ha dato.

La zizzania è il tuo io adorato ma il buon seme, il chicco di grano, che darà molto frutto è l’amore del nostro Padre Celeste ad ognuno di noi. È un amore autentico, forte, lucido. Il buono seme, il grano, ha come frutto un albero frondoso che dà luogo alle seguenti domande: Agisco per amore? Veramente io agisco per amore? O agisco per amore a me stesso? Per cosa o per chi faccio quello che sto facendo ogni giorno? Per amore a me? Per amore alle persone?

L’origine e il fine dei nostri pensieri èil nostro Padre del Cielo che ci ama alla follia. L’erba cattiva ti porta in modo smisurato a cercare affetti, ma affetti in modo disperato e che ti vogliano bene. Di questa erba cattiva che sappiamo che produce frutti negativi che inoltre ostacolano la generosità e producono paura. Paura di che cosa? Dei fallimenti che a volte succedono nella vita che favorisce la menzogna, la mancanza di sincerità.

L’erba cattiva fa crescere l’impazienza ed il volere stare al di sopra degli altri. Se facciamo il bene, questo è il chicco di grano, tutto fluisce con serenità e pace. Non esiste più la preoccupazione per il fallimento o per quello che diranno gli altri rispetto ad ognuno di noi.

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