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Santo

Beata Marie Leonie Paradis, 3 maggio

By 2 Maggio, 2024No Comments
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“Una vita dedicata a sostenere la missione dei sacerdoti, che scorreva ancorata alla sua profonda devozione alla Sacra Famiglia. Il suo lavoro apostolico si sviluppò in Canada. E’ la Fondatrice delle Piccole Sorelle della Sacra Famiglia”.

Il suo amore per la Sacra Famiglia che denominò la “Trinità della terra”, insieme all’Eucaristia, fu il piedistallo sul quale si alzò la virtù di questa donna che volle sostenere la vita sacerdotale accompagnando in silenzio e donando il meglio di sé in una quotidiana assistenza ai presbiteri, senza altra soddisfazione che quella di sapere che con ciò li stava incoraggiando nella sua missione pastorale. Un tratto, potremmo dire materno che non è stato sempre compreso dai suoi coetanei. Già Giovanni Paolo II quando la beatificò in Canada dovette far fronte a coloro che consideravano che con questa azione Marie Leonie rimpiccioliva la donna. Non la capirono. Forse non si resero conto che questa fu una decisione intrapresa da lei con piena libertà, avendo chiaro l’obiettivo che si proponeva. Venne avvolto in un aspetto spirituale, il che significa che non poteva essere contestato da nessuno. Fa parte della coscienza e della volontà di ognuno rispondere a Dio nei termini esatti che Egli ispira. Ma quel brillante giorno, 11 settembre 1984, nella cerimonia di beatificazione il pontefice placò le critiche facendo notare che il ruolo svolto da Marie Leonie non è l’unico riservato ad una donna canadese.

La battezzarono col nome di Virginie-Alodie. Nacque nel seno da un’umile e credente famiglia de L’Acadie, Quebec, Canada, il 12 maggio 1840. Perseguendo un futuro migliore per la famiglia, suo padre, che aveva cercato di sostenerla, inutilmente lavorando in un mulino, partì per la California, come fecero altri, sedotto dalla febbre dell’oro. Ritornando, trovò che la sua piccola che aveva lasciato interna a 9 anni nel convento delle Sorelle di Notre-Dame in Laprairie, faceva già parte della comunità delle Marianite di San Lorenzo fondate dal padre Basile Moreau. Era un’adolescente di 14 anni. Dei sei figli avuti da Joseph Paradis e Émilie Grégoire, due erano morti, il resto erano maschi, pertanto ella era l’unica bambina. Joseph, uomo affabile e buono, pensò che avrebbe potuto dissuaderla. Ma non riuscì a farla desistere; neppure la forzò a farlo. Molto sicura di quello che voleva per la sua vita, Marie Leonie professò nel 1857 protetta dal fondatore nonostante la sua fragile salute, e si dedicò all’insegnamento. Interiormente si sentiva chiamata a sostenere la vita dei sacerdoti. Durante alcuni anni insegnò a Montreal e nell’orfanotrofio San Vincenzo de Paoli di New York.

Nel 1874 portò a termine la sua missione nella scuola di San José, in Memramcook, New Brunswick, Indiana, a capo della quale si trovava il padre Camille Lefebvre, della Santa Croce. Molte giovani de L’Acadie senza risorse e con difficoltà per esprimersi in inglese, che svolgevano lavori domestici, avevano il desiderio di stabilire un impegno religioso. Marie Leonie, che aveva cominciato insegnando francese, era in condizioni di dare lezioni d’inglese perché dominava già la lingua. Ma giudicò conveniente propiziare l’apertura di un noviziato francofono in L’Acadie per evitare che i giovani dovessero andare nell’Indiana a realizzare il noviziato. La sua proposta non fu accolta. E nel 1880 diede impulso all’Istituto delle Piccole Sorelle della Sacra Famiglia, pur essendo ancora religiosa della Santa Croce. L’obiettivo non era altro che collaborare ed appoggiare i religiosi dello stesso Ordine nel loro lavoro educativo. Essi furono coloro che in quell’anno 1880, nel capitolo generale, autorizzarono a che le nuove entranti di questo nuovo movimento facessero voti privati e sotto la protezione di Marie Leonie agissero con autonomia. Il suo lavoro sarebbe stato occuparsi dei lavori domestici delle scuole di Santa Croce estese nel Canada.

Maria e Giuseppe erano tanto fortemente ancorati nel loro cuore che non si stancava di dire: “La mia fiducia nella nostra buona Madre è illimitata. Conosce le nostre necessità e ha un potere tanto grande sul cuore del suo divino Figlio”. Tra le invocazioni conferite alla Vergine ella preferiva Nostra Signora dei Sette Dolori e Nostra Signora del Rosario. Rispetto al Santo Patriarca ugualmente si lasciava portare da quella devozione senza quota alcuna, ricorrendo a lui in qualunque situazione. Per ciò peregrinò in diverse occasioni al santuario di Santa Ana. Semplice, di gran cuore, estrasse la sua peculiare forma di consacrare la sua vita alla cura dei sacerdoti dalla sua contemplazione dell’Eucaristia e dalla Sacra Famiglia di Nazareth. Umile, orante, attiva, sempre disposta a collaborare con generosità, come Maria aveva fatto, furono le chiavi della sua attività e fondazione. Il suo motto era: “pietà e dedicazione”. Non smise di lavorare in nessun istante. Fu una delle caratteristiche della sua vita. Sempre animata, diceva alle sue: “Lavoriamo, figlie mie, riposeremo in cielo!”.

Monsignore Paul LaRocque, prelato di Sherbrooke, Québec, cercava persone di fiducia per il suo seminario e per l’episcopato. E la beata, che ebbe notizie di ciò nel 1895, vide l’occasione di trasferire lì la comunità, per essere accolte da lui nella sua diocesi. Quell’anno morì il padre Lefebvre che era stato sostegno della comunità. Nel 1896 ottennero l’approvazione diocesana. Ma il tempo passava e Marie Leonie che continuava a vestire l’abito della Santa Croce, vedeva aumentare il suo anelito di trasformarsi in un membro in più della Sacra Famiglia. Nel 1905 Pio X concesse l’autorizzazione necessaria liberandola dall’impegno che aveva contratto con la precedente Congregazione. Rimase alla testa dell’Ordine fondato da lei come superiora generale, dedicandosi tutte a servire come “ausiliarie” e “cooperatrici” domestiche a comunità di religiosi e di sacerdoti. Fu l’artefice delle costituzioni, e proprio quando si disponeva a stamparle, il 3 maggio 1912, morì improvvisamente dopo la cena. Poco prima aveva detto ad una malata: “Addio fino al cielo!”.

 

© Isabel Orellana Vilches, 2018
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