Vangelo del giorno, 8 febbraio

 

… e quanti lo toccavano venivano salvati.

 

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,53-56

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.


SOS Vangelo: chiavi di lettura

Bisogna aver preso coscienza di queste due masse di tenebre fra le quali si inserisce la nostra vita: tenebra insondabile di Dio e tenebra dell’uomo,
per consegnarsi perdutamente al Vangelo, per scoprirlo attraverso il doppio nulla del nostro stato di creatura e del nostro stato di peccatore.
Bisogna aver toccato il fondo della morte che ci sta intorno in tutto quello che fa il nostro amore umano: devastazioni del tempo, della fragilità universale, dei lutti, decomposizione del tempo, di tutti i valori, dei gruppi umani, di noi stessi. Bisogna aver tastato, all’altro polo, l’universo impenetrabile della sicurezza di Dio per percepire un tale orrore del buio che la luce evangelica ci diventa più necessaria del pane. Solo allora ci aggrapperemo ad essa come a una corda tesa al di sopra di un duplice abisso. Bisogna sapersi perduti per voler essere salvati.
MADELEINE DELBREL, «Celui qui me suit ne marche pas dans le ténèbres», NA 79 (1948).
[Circa il testo pubblicato in questo spazio, siamo a disposizione per la sua eliminazione immediata, se la sua presenza non fosse apprezzata da chi ha i diritti].

 

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