Santa Maria Maddalena Postel, 16 luglio

By 15 Luglio, 2022Santo

“La “vergine sacerdote” fondatrice e difensora della Chiesa perseguitata. Fu l’artefice della Congregazione delle Sorelle delle Scuole Cristiane della Misericordia con l’obiettivo di educare i giovani e aiutare i poveri”

In questa festività della Vergine del Carmelo, l’agiografia include, tra gli altri, la celebrazione di questa santa francese. Una donna intrepida e valorosa, provata nella sua fede per decadi, che ebbe la grazia di contemplare nella sua intensa e dilatata esistenza i frutti delle sue insonnie: circa quaranta conventi e chiese, a cui lei diede impulso. Non misurò sforzo alcuno, contribuendo alla loro costruzione, in alcuni casi, con le sue stesse mani. Un’immagine della Pietà venerata nella parrocchia della sua località natale, della quale si invaghirono i suoi occhi infantili, fu una dei pilastri della sua spiritualità ed apostolato.    

Julie Françoise Catherine nacque il 28 novembre 1756 a Barfleur (Normandia, Francia). Il bel luogo costiero e le rive del mare piene di pescatori furono il paesaggio che incorniciò una parte della sua vita. Era la primogenita di sette fratelli. I suoi genitori, contadini con buone risorse, non poterono accompagnarla per molto tempo in questo mondo; ambedue morirono presto. Sicuramente non seppero che a 9 anni, quando fece la prima comunione, questa figlia chiamata a dare gloria a Dio aveva offerto la sua castità. Frequentò studi con le benedettine di Valognes che, vedendo la sua pietà ed applicazione, insieme ad altre qualità e virtù, pensarono a lei sognando una nuova vocazione da inserire nelle loro file. Julie aveva preso la decisione di dedicarsi a Dio, ma una volta acquisite le conoscenze le lasciò. Ed all’età di 18 anni aprì a Barfleur una prima scuola di carattere gratuito diretta all’educazione delle bambine senza risorse. Non calcolava l’esplosione della Rivoluzione francese che si produsse cinque anni più tardi, interferendo nella vita della società e nei suoi progetti.     

Chi andava a pensare che questa giovane avrebbe avuto tanti arresti come per capeggiare una specie di resistenza a beneficio dei sacerdoti perseguitati! Ma è quello che successe. Agendo con perspicacia diventò un’esperta nel modo di soccorrere i chierici; aprì vie affinché potessero fuggire in Inghilterra. Miracolosamente evitò di essere catturata. Questo lavoro clandestino che fece di lei una grande leader patrocinatrice della Chiesa oppressa, le permise di ottenere il permesso corrispondente per custodire l’Eucaristia nel suo domicilio, e ad amministrarla perfino a coloro che si trovavano in punto di morte. Che una donna ricevesse questa facoltà era qualcosa di insolito all’epoca, e la gente cominciò a chiamarla “la vergine sacerdote”. Sistemò uno spazio sotto la scala, a mo’ di cappella, dove manteneva protetta la riserva eucaristica; un posto dove i sacerdoti officiavano la messa. Per quattro anni mise tutto il suo impegno affinché la fede non si perdesse. Impartiva catechesi a bambini ed adulti, mentre allo stesso tempo guidava ed incoraggiava la realizzazione di opere caritatevoli. Nel 1798 si impegnò come terziaria francescana e prese il nome di Maria Maddalena.    

Dopo qualche altro contrattempo sorto intorno al suo lavoro, si trasferì a Cherbourg per collaborare con un progetto docente. Contò con il sostegno del sacerdote Abbé Cabart, poiché ambedue avevano un desiderio simile: educare i giovani nella fede e condurli a Dio. Julie desiderava estendere il suo lavoro ai poveri. E nel 1805, di comune accordo, aprirono una scuola che la santa mise sotto la protezione della Vergine, Madre di Misericordia. Due anni più tardi, l’8 settembre del 1807, emise i voti insieme ad altre collaboratrici, fondando le Sorelle delle Scuole Cristiane della Misericordia con l’obiettivo di educare i giovani ed aiutare i poveri. Il suo spirito francescano trapelava dalla sua generosità e dall’impeto apostolico arricchito dalla sua intensa orazione. E la sua vita ascetica si caratterizzava per una severa austerità. Includeva discipline come i cilici, digiuni stretti di quattro giorni di durata -non si permetteva più di un pasto giornaliero-, e per letto aveva una croce di legno, per menzionare alcune delle rigorose penitenze che si imponeva. Esternamente si aggiunsero altre mortificazioni come le difficoltà che dovette affrontare per continuare a sostenere la fondazione. “Obbedienza fino alla morte” era la sua consegna, frutto del suo raccoglimento, segno della sua carità.     

La comunità si vide obbligata ad iniziare una peregrinazione in diverse località: Octeville L’Avenel, Tamerville, Valognes…. Sembrava che in nessun posto potessero stabilirsi. Nel 1832 acquisì un’abbazia benedettina in rovina a Saint-Sauveur-egli-Vicomte, e lì si stabilirono. La sua restaurazione fu costosa per la santa e per le sue sorelle. Aveva voluto che le sue figlie, con lei a capo, si impegnassero personalmente nel lavoro; qualunque fosse sarebbe stato loro utile. I compiti agricoli e la cucitura, tra gli altri, assunti dalla comunità serviva loro per potere continuare a fare il bene ai bisognosi attraverso la docenza. Apportarono le loro buone capacità alla riedificazione dell’edificio. Allora Julie aveva 76 anni che in quell’epoca, con un indice di vita molto basso, poteva considerarsi un’anziana.     

Non si scoraggiò mai e lottò quello che fu necessario con tenacia, fidandosi della divina Provvidenza, senza dubitare che la fondazione sarebbe andata a buon porto, benché ci fossero momenti nei quali le suggerirono di scioglierla. All’inizio l’opera fu orientata all’insegnamento; poi, Roma propose di estendere il loro lavoro alla cura dei malati, e la fondatrice accolse con gioia la domanda. La sua vita che era stata premiata con diversi doni, terminò nel convento di Saint-Sauveur-le-Vicomte il 16 Luglio 1846. Andava verso i 90 anni. 

Pio X la beatificò il 17 maggio 1908. Pio XI la canonizzò il 24 maggio 1925.   

© Isabel Orellana Vilches, 2018
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