Vangelo del giorno, 22 aprile

 

Chi crede ha la vita eterna.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,44-51

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti:
“E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».


SOS Vangelo: chiavi di lettura

Il modo più naturale di difendersi è abbassare il livello, pensare male, dire male: chiudersi. A questo punto si preclude la possibilità della novità. Ecco perché «chi crede ha la vita eterna». Se ci si chiude e si dà ascolto ai propri risentimenti (che sono la difesa della propria mediocrità) non si può essere «ammaestrati da Dio». Solo da Dio, dal Padre si impara la misericordia. Perciò chiunque impara dal Padre va da Cristo. Chi impara dal Padre la magnanimità della misericordia, il carattere della paternità, ovvio che si associ a Cristo, che ricorra a Lui per poterla esercitare nell’offerta di sé, per darsi come un pane che dà vita, così come si dà Cristo. Tutto questo è infinitamente lontano dal risentimento e dalla mormorazione. Ciò che si apprende dal Padre e da Cristo, è l’offrirsi. E se tante volte non abbiamo nulla di buono da offrire, allora si donano i risentimenti, cioè la rinuncia al proprio diritto, alla propria opinione. Si aspetta cuocendo il pane della pazienza e della misericordia.
Prosegui la lettura: BERNARDO DE ANGELIS, CON VOI TUTTI I GIORNI, Lombar Key, 2008
[Circa il testo pubblicato in questo spazio, siamo a disposizione per la sua eliminazione immediata, se la sua presenza non fosse apprezzata da chi ha i diritti].

 

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