Vangelo del giorno, 12 ottobre

By 11 Ottobre, 2021Vangelo del giorno

 

Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro…

 

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,37-41

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».


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Il fariseo, la parola fariseo, i farisei, vuol dire i separati: era gente che si separava dal mondo per poter vivere in purezza la legge di Dio, quindi sono bravi, no? Quello che dice Luca, anche più avanti nel capitolo 18, quando fa la parabola del fariseo e del pubblicano nel tempio, dice che le caratteristiche del fariseo sono due. Uno che si mette lì davanti a Dio e dice: Dio, vedi quanto sono bravo, ti ringrazio per essere bravo – vuol dire: ringraziami che se non ci fossi io … -, io non sono come quel peccatore che sta là in fondo; quindi, cosa fa il fariseo? Dio gli serve come proprio decoro personale, per mostrare quanto è bravo. E gli altri servono per essere disprezzati. Quindi pone queste due caratteristiche, poi ne aggiunge una terza, comune a tutti: sono amanti del denaro – ai capitoli 16 e 14 – perché, senza denaro, non puoi separarti dagli altri, non puoi fare una vita che sia onorevole davanti a Dio e davanti agli altri. Quindi il fariseo è uno che ha il proprio io come proprio dio. L’importante è che il proprio io sia al centro di tutto, ma perché è così? Perché non ci si sente voluti bene: quando uno è voluto bene, allora sa voler bene e mette gli altri al centro. Quindi il fariseo, per sé, è una persona particolarmente infelice e rappresenta il prototipo dell’uomo che, non sentendosi amato da Dio, e tutti siamo così, più o meno, allora abbiamo bisogno di porre il nostro io un po’ al centro di tutto, all’attenzione di Dio e all’attenzione degli altri.
p. Filippo Clerici e p. Silvano Fausti
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