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Gli identes oggi

Celebrato nell ‘Università Lateranense il seminario su salute, migrazione e pace, promosso dal Global Forum, Rielo Institute, Arel e Università Cattolica

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La prima giornata del seminario internazionale “Guarire i migranti per guarire il mondo: scenari futuri per la costruzione della pace”, che si svolge alla Pontificia Università Lateranense i 4 e 5 marzo è iniziata con l’intervento di Mons. Guerino di Tora, presidente della Commissione Migrazioni della Conferenza Episcopale Italiana, il quale ha ricordato che la società di oggi non può essere compresa senza il fenomeno della mobilità umana.

È stato seguito da Enrico Letta, già Primo Ministro italiano e Dean della Paris School of International Affairs (PSIA), in qualità di Segretario Generale dell’Agenzia AREL, che ha attribuito la crisi migratoria in Europa ai gravi squilibri tra gli strumenti nazionali e multilaterali tra gli Stati membri dell’UE e alla volontà di preservare le prerogative di alcuni paesi rifiutando un’autorità centrale in grado di gestire congiuntamente il fenomeno.

Letta ha anche sottolineato la distanza tra la percezione sociale della migrazione e la realtà, un aspetto affrontato già da Maurizio Marceca, Presidente della Società italiana di Medicina delle Migrazioni, che ha toccato il tema dell’allarmismo con fatti ascientifico, generato talvolta dai media quando costruiscono narrazioni distorte sulla salute dei migranti.

Dal canto suo, il rettore del Laterano, Vincenzo Buonomo, scommette che la mobilità umana è davvero governata e non affrontata in termini di emergenza, o dalle frontiere. In questo senso, Ranieri Guerra, Assistent General Director della Organizazzione Mondiale della Salute, ha espresso che nell’attuale disputa su migrazione e salute, il diritto alla salute non è discutibile. Ha aggiunto che la società civile deve essere il partner fondamentale dei migranti perché la questione non può essere gestita dai soli politici. Salvatore Geraci della Caritas Roma e Maurizio Marceca hanno fatto riferimento anche al lavoro attivo delle associazioni mediche italiane nell’influenzare le leggi sull’immigrazione.

Il presidente dell’Istituto di vita consacrata missionari identes, p. Jesús Fernández, ha ricordato le parole del loro Fondadore, Fernando Rielo, iniziatore insieme alla Caritas del primo poliambulatorio per i migranti alla stazione Termini (Roma) en 1983, che “la migrazione è una questione di giustizia sociale perché la persona che si trova in questa condizione disperata aspira, più che a essere aiutata compassionevolmente, a che le venga riconosciuto che il mondo le appartiene, al di là di ogni frontera”. E in questo la familia compie un ruolo fondamentale. Su questo si è anche espresso don Andrea Manto, direttore del Centro di Pastorale Familiare della CEI, difendendo la famiglia come incrocio naturale della migrazione.

Luigi Janiri, co-presidente del Global Forum, docente di Psichiatria e direttore del centro di Ricerca “Health human care and social intercultural assessments” (HERA) all’Università Cattolica, ha parlato del fatto che per la prima generazione di migranti l’integrazione è un fattore di resilienza e che la seconda generazione è più a rischio per quanto riguarda la loro salute mentale. Richard Mollica, Direttore del Programma Harvard in Refugee Trauma (HPRT) del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School, ha presentato dati sull’alta incidenza dello stress post-traumatico nei rifugiati.

Musa Awad Hussein, presidente della Asociazzione dei Medici Arabi in Italia, ha detto che avremmo bisogno dei medici stranieri, sia per la carenza di medici italiani, ma anche per confontrarci con dimensione culturale che modificano la fisiología del corpo, ad essempio le mutilazioni genitali femminili, che costringono donne migranti al parto cesareo obligatorio perche i medici italiani non hanno la conoscenza medica culturale necessaria per trattarle un modo naturale.

Il Segretario Generale del Global PerForMHealth, Emanuele Caroppo, ha sottolineato lo sforzo del Forum per favorire la diffusione di informazioni corrette e basate su dati certi per evitare la disinformazione e di strumentalizzazione del tema dei migranti favorendo la loro esclusione e non sfruttando tutto il potenziale anche lavorativo dei migranti. Caroppo ha smentito che i migranti rubano il lavoro degli italiani.

I migranti nel mondo rappresentano già il 3% della popolazione mondiale, secondo il Rapporto Osservasalute 2016, dell’Università Cattolica. Il loro diritto alla salute, i sistemi sanitari che esso richiede e i determinanti sociali sono alcuni dei temi che saranno discussi al Seminario “Guarire i migranti per guarire il mondo: scenari futuri per la costruzione della pace, che si terrà il 4 e 5 marzo presso la Pontificia Università Lateranense. Saranno smantellati anche miti come quello del migrante invasore o del migrante “untore”. Secondo il rapporto WHO-Europa 2018, i migranti internazionali rappresentano solo il 10% della popolazione europea rispetto alla percezione sociale che sono 3 o 4 volte di più, il rischio di trasmissione di malattie contagiose è molto basso e molti migranti sieropositivi hanno contratto la malattia dopo il loro arrivo in Europa.

Si tratta del primo seminario internazionale sull’argomento organizzato dal Global Forum on Migration and Health, nato nel 2018 per iniziativa del centro di Ricerca HERA dell’Università Cattolica, dall’Istituto Rielo per lo Sviluppo Integrale e dall’Agenzia di Ricerche e Legislazione (AREL). L’obiettivo ultimo è individuare scenari di intervento per garantire il diritto alla salute del migrante e la sua influenza sulla pace nel mondo.

Una “paella” di solidarietà a Granata, per costruire la Chiesa

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Sabato 23 febbraio abbiamo avuto una cena di solidarietà per raccolta fondi a favore della Parrocchia di Soa (Camerun).

Alla cena parteciparono più di cento persone, ed altre hanno collaborato. Sappiamo che i soldi raccolti possono servire per coprire una piccola parte dell’ingente opera di costruzione che si sta realizzando per accogliere migliaia di persone, però è stata una delle tante occasioni che nostro Padre Celeste ci ha offerto per creare vincoli di amicizia con le persone, e per favorire la diffusione del nostro carisma.

La cena si realizzò nel salone parrocchiale della Chiesa San Michele Arcangelo di Granada. Fin dall’inizio il parroco, D. Juan Martínez ci aprì le porte e mise a nostra disposizione le attrezzature. Avemmo la collaborazione di amici che si offrirono di fare delle paelle e di portare altro cibo, e ci regalarono anche degli oggetti per fare un’estrazione.

Per facilitare la partecipazione delle famiglie, accogliemmo i bambini gratuitamente e, dopo il caffè, i giovani identes giocarono con loro nei giardini della Parrocchia

In ogni momento potemmo osservare i dettagli di nostro Padre Celeste. Dovemmo certamente agire in fede, perché fino a tre giorni prima dell’evento, ci avevano assicurato la loro partecipazione solo una cinquantina di persone e non sapevamo cosa comprare da mangiare e cosa preparare. Ma, come nella moltiplicazione dei pani e dei pesci, avanzarono 12 ceste , più o meno piene, che dividemmo alla fine dell’evento.

L’atto cominciò con alcune parole di saluto da parte della Superiora Provinciale e con la benedizione del Parroco, D. Juan Martínez, che ci incoraggiò a realizzare quest’iniziativa ogni anno, e che, al termine dell’evento, commosso per il bel clima che si era creato, disse:”Questo è la Chiesa!”,

Verso la fine della cena, la Superiora Provinciale si diresse ai partecipanti per parlare della missione del Camerun e del nostro carisma, ed anche per invitarli a far parte della nostra Famiglia Idente.

Durante tutto il tempo, adulti e bambini, organizzati dalle missionarie e dai missionari, e capeggiati da un affascinante nipotino di 10 anni di nostro fratello José Luis Romera, Delegato Territoriale, aiutarono a preparare i vassoi della cena, ad apparecchiare e a servire, suscitando grande ammirazione e sorrisi in tutti i partecipanti.

Commentarono l’evento i seguenti mezzi di comunicazione: Odisur (Servizio per la comunicazione dei Vescovi del Sud della Spagna), il sito web della Archidiocesi di Granada, e il programma radiofonico locale Iglesia noticia della COPE.

Nuova edizione a Roma dell’Executive Master in Salute Globale e Migrazioni

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Lunedì 4 febbraio è iniziata la settima edizione dell’Executive Master in Salute Globale e Migrazioni, nell’ambito dell’ampio campo della Salute per la Migrazione, l’Emarginazione e la Povertà che la Fondazione Idente per gli Studi e la Ricerca offre insieme a Caritas Roma dal 1999. Dopo alcuni anni di pausa, nel gennaio 2018 questo master è stato ripreso, e l’anno scorso, oltre a quello attuale, è stato accolto molto bene in tutta Italia, poiché le aspettative numeriche sono state superate. Di seguito si trascrivono le parole che Luján González ha rivolto ai 56 partecipanti di questa edizione all’inizio della stessa.

Per la Fondazione Idente di Studi e di Ricerca è una vera gioia iniziare oggi questa settima edizione del master in medicina delle emarginazioni, migrazioni e delle povertà, che offriamo insieme a Caritas Roma e al Rielo Institute for Integral Development (New York), con il patrocinio scientifico della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni.

Come viene detto sul sito, e senza alcuna presunzione, si tratta del primo Master realizzato in Italia sul tema degli aspetti medici e sociosanitari dell’assistenza agli immigrati e a coloro que soffrono di traumi sociali.

Sottolineando la prospettiva in cui si colloca la presente proposta, che è il paradigma della Salute Globale e dei determinati sociali di salute, saranno analizzate le diseguaglianze che attraversano le nostre società e proposti strumenti operativi di contrasto. Quest’anno, cosí come nell’edizione precedente, si focalizzerà in particolare sulle tematiche relative all’assistenza ai migranti, richiedenti asilo e rifugiati.

Non è un caso che azioni formative così profondamente umane e urgenti come questa nascono dal seno della Chiesa e in un pontificato segnato da una fortissima sensibilità verso le migrazioni e la mobilità umana in generale a causa dei tanti conflitti internazionali. Infatti, il germe di questo master risale ai primi anni ’80 a Roma, quando Fernando Rielo, fondatore dei missionari Idente e della Fondazione Idente di Studi e di Ricerca, è stato introdotto nel caso di una famiglia di emigranti caldei (dalla Turquia) a Ostia e ha sperimentato tutte le difficoltà di accesso a un’assistenza sanitaria minima rispetto a un sistema sanitario non preparato. Questo caso scatenerà il progetto del primo poliambulatorio sanitario gratuito in Italia rivolti agli emarginati e ai migranti, nella stazione Termini di Roma, sviluppato in collaborazione con la Caritas, e che porterà, anni dopo, a questo master.

Questa preoccupazione per il diritto alla salute dei più poveri ed esclusi è ciò che ispira anche il Rielo Institut for Integral Development a promuovere reti nazionali e internazionali per affrontare la questione. È il caso del Global Permanent Forum Permanente su migrazione e salute, creato nel 2018, che il 4 e 5 marzo organizzerà presso la Pontificia Università Lateranense un seminario sul tema Guarigione dei migranti per guarire il mondo: scenari futuri per la costruzione della pace.

Credo che in questo master rivolto a una popolazione così sensibile e vulnerabile, siano molto importante i tre ultimi obiettivi (quelli che riguardano alla antropologia medica, ai rapporti interpersonali e alle competenze culturali) e sono siccura que l’approccio da una antropologia integrale come quella che offre l’umanesimo cristiano vi fornirà di strumenti teoriche e metodologiche e di una visione con cui sarete in grado di affrontare le vostre rispettive responsabilità con il livello tecnico e umano adeguato. Con queste équipe così dotate, sarà possibile non solo fare del diritto universale alla salute una realtà, ma anche contribuire in qualche modo e progressivamente alla ristrutturazione dei sistemi sanitari basati sulla dignità di ogni essere umano senza distinzione di frontiere o di condizioni.

Vi auguro, a nome del presidente della Fondazione Idente, padre Jesus Fernández, un anno accademico molto proficuo e vi ringraziamo per la fiducia che ci ha riposto. L’intera squadra, come si sta già vedendo, faremo del nostro meglio per soddisfare le vostre aspettative.

Intervista con il cardinale Osoro sulla persona e l’opera di Fernando Rielo, Fondatore dei Missionari Identes

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Il Cardinale di Madrid, D. Carlos Osoro, in questa breve intervista parla della persona e dell’opera di Fernando Rielo, Fondatore dei Missionari Identes, e dell’importanza del suo carisma nel mondo contemporaneo. L’intervista è stata realizzata dopo la messa che lo stesso cardinale Osoro ha presieduto nella cripta della Cattedrale de La Almudena a Madrid in occasione del 14° anniversario della scomparsa di Fernando Rielo. Questa celebrazione si è tenuta il 6 dicembre 2018.

Circa tremila persone nella messa di anniversario di Fernando Rielo nella cattedrale di San Patrizio di New York

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Venerdì, 7 dicembre a Manhattan, New York, ultima residenza del nostro amato Padre Fondatore, si è celebrata nella Cattedrale di San Patrizio, il 14° Anniversario della sua entrata nella vita eterna. In questa occasione parteciparono a questo importante incontro della celebrazione Eucaristica di ringraziamento, il Presidente, Padre Jesús Fernández, e i nostri Superiori Generali María del Carmen García e Luis Casasús.

Essendo nel periodo dell’Avvento, l’ambiente nella Cattedrale fu quello di una raccolta allegria, in contrasto con l’andirivieni del newiorchino preoccupato di riuscire a prendere il prossimo treno, o di riuscire a fare una foto perfetta di fronte all’albero di Natale di Rockefeller, o, a volte, di riuscire a trovare il regalo giusto in uno dei tanti negozi di questa parte della città, tanto affollata.

In questa cornice della quotidianeità newiorchina,25 autobus provenienti dalle 4 parrocchie amministrate dalla nostra Istituzione, trasportarono centinaia di parrocchiani partiti dalle loro rispettive città: Parrocchia San Luca a Brentwood, Nostra Signora di Loreto a Hempstead e le tre del Bronx: Santa María, Nostra Signora della Consolazione e San Domenico. Ogni anno, nella commemorazione del transito del nostro Padre Fondatore, i fedeli salgono sui bus come per un pellegrinaggio: lì infatti si recita il trisagio e poi ognuno scrive le sue petizioni su piccoli pezzetti di carta, distribuiti durante il viaggio,e che saranno poi consegnati al Vescovo che li deporrà ai piedi dell’Altare insieme alle offerte.

Circa 3.000 persone parteciparono alla messa in cui il Vescovo Ausiliare della Diocesi di Rockville Centre, S.E. Richard Garth Hennign, notò con ammirazione la presenza di numerosi giovani così come quella di molte famiglie. L’omelia si centrò sul senso che ha la parola unità e su come San Paolo parla dell’invito che Cristo ci fa di partecipare al suo mistero, e sul fatto che siamo scelti da Lui.

Questo invito richiede una risposta libera ed amorosa così come si può vedere nella vita del loro Fondatore. Non è un caso che egli abbia indicato di formare unità con il Signore, di partecipare alla comunione;… E’ qualcosa di molto chiaro nella comunità Idente, perché tutti sono partecipi…egli ha indicato l’importanza della comunione tra noi perché possiamo discernere l’invito di Dio all’unità Divina, alla partecipazione al mistero della vita, della morte e della resurrezione di Gesù Cristo, perché lui, il loro Fondatore, ci ha parlato della comunità di persone , ma questa si basa sulla comunione tra noi e Dio…possiamo capire la sua vita e il suo messaggio se ci ricordiamo di questo invito.

Così come quella di Maria, la nuova Eva, che non cercò mai la sua volontà e che offrì la sua vita a Dio, disposta a partecipare al Mistero, la vita del nostro Fondatore è segnata da risposte libere di offerta alla comunione e all’unione con le Persone Divine”.

Pieni di Dio, sazi di speranza e con il cuore contento tornammo alle nostre case felici di aspirare a raggiungere la santità in comune a cui nostro Padre Celeste ci invita.

Lo spagnolo Antonio Martín de las Mulas vince il 38° Premio Mondiale Fernando Rielo di Poesia Mistica

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Con l’opera Viernes Santo (Venerdì Santo), Antonio Martín de las Mulas Baeza (Madrid, 1977) ha vinto il XXXVIII Premio Mondiale Fernando Rielo di Poesia Mistica, celebratosi il 13 dicembre 2018 nell’Istituto Cervantes di New York. Il premio è di 7.000 €, e prevede la pubblicazione dell’opera ed una medaglia commemorativa. L’opera è stata scelta tra 272, provenienti da 28 Paesi. Avvocato di professione, Antonio Martín ha ricevuto diversi riconoscimenti e le sue poesie sono state pubblicate in alcune riviste letterarie e antologie.

Su Viernes Santo la giuria ha detto che la voce dell’io poetico che l’opera esprime, è quella di Gesù sul Golgota, il quale, dall’alto della croce, scorge con una prospettiva unica la piccolezza del poeta, divenuto ora il tu lirico. Da quello sguardo, il crocifisso fa sua la situazione dell’uomo, le sue debolezze e le sue paure: “ Il mio sangue sta cadendo sul mondo, / il mio cuore vi sogna nella città eterna”. C’è una sensibilità speciale rispetto alla solitudine ed al dolore umano che il poeta assume partendo dalla disposizione totale del crocifisso, che non è una vittima inerte, ma un operatore onnipotente per cui la croce è trono, rocca inespugnabile, altare che salva. Esprime, non senza un certo accento apocalittico, un alto contenuto teologico pieno di speranza salvifica attraverso cui Cristo porta l’umanità al Padre: “Verrá come un torrente nei pendii/ come un vento che agita fronde verdi / aprendo tutta l’anima al grande amore del Padre”.

Ha ricevuto la menzione d’onore la spagnola Desamparados Escrivá, per la sua opera Desnudando el alma (Spogliando l’anima), ricca di grande bellezza e sensibilità proprie di un’anima innamorata. E’ intessuta di eccellenti versi pieni di espedienti espressivi che sgorgano dalla piaga dell’anima: “ No, io non scoprii l’Amore, / fu Lui che incontrò me…/ Mi persi in quell’incontro / e vago perduta nel suo mare”. Non mancano l’esperienza dell’assenza e della presenza, così come quella dell’unione finale: “Con te ci sono momenti in cui non so se sono, / non so se sei, / so solo che siamo”.

Il Presidente della Fondazione Fernando Rielo, P. Jesús Fernández Hernández, nel suo messaggio affermò che la poesia mistica è la più eccellente delle poesie, giacché definisce, forma, forgia, include e dialoga perché è imbevuta di esperienza mistica che è inclusiva, trasformante e liberatrice. Questo è così per la sua forza orante, profetica e di testimonianza, che fanno sì che la poesia mistica sia portatrice di pace, fraternità e convivenza. Stilisticamente, la poesia mistica non è legata ai canoni classici ma si apre ad innumerevoli possibilità espressive ed alla ricchezza interculturale. Il suo riferimento, secondo Fernando Rielo, è un rapporto personalissimo con la Santisima Trinità, essendo Cristo il poeta mistico per eccellenza.

Gli altri finalisti furono Antonio Bocanegra (Cadice), Miguel Sánchez Robles (Mursia); Adela Guerrero Collazos (Cali); Theresia Maria Bothe (Sicilia, Italia); Pilar Elvira Vallejo (Madrid, Spagna); María del Pilar Galán García (Valladolid, Spagna); Marcelo Galliano (Buenos Aires, Argentina); Fernando Raúl Matiussi (Tucumán, Argentina) e Desamparados Escrivá Vidal (Tarragona, Spagna).

La Giuria era formata da Jesús Fernández Hernández, presidente della Fondazione Fernando Rielo; José Mª. López Sevillano, critico letterario e segretario permanente del Premio; Annalisa Saccà, poetessa e professoressa di Lingua e Letteratura nella St. John’s University di New York; Hilario Barrero, poeta, prosatore, traduttore e professore nella City University di New York; Marie-Lise Gazarian-Gautier, professoressa di spagnolo e letteratura latinoamericana nella St. John’s University di New York e David G. Murray, critico letterario e filologo.

L’atto ebbe un concerto di arpa realizzato dalla celebre Maria Rosa Calvo-Manzano, che ha tenuto oltre tremila concerti, vincendo numerosi premi, nei cinque continenti, oltre che essere membro di varie Accademie di Belle Arti e di Storia del mondo.

Il premio, per opere inedite sia in spagnolo che in inglese, è stato celebrato in posti come l’ ONU, l’ UNESCO, il Senato francese e il Campidoglio romano. Il comitato d’onore è stato formato da vari membri della Reale Accademia Spagnola, tra cui il suo direttore, Darío Villanueva; rettori universitari, poeti e professori di letteratura.

Il carattere ecumenico del premio ha fatto sì che lo abbiano ottenuto poeti di diverse confessioni cristiane, in realtà la maggioranza, ma anche non cristiane, dimostrando la capacità della poesia mistica di unire le culture e le religioni.

Brevi cenni biografici su Antonio Martín de las Mulas (Madrid, 1977)

Antonio Martín de las Mulas (Spagna, Madrid, 1.977) si laurea in Dirittto nell’Università CEU-San Paolo di Madrid, nonostante avesse vocazione di filosofo (corso di studi che frequentò per due anni). Si dedica alla libera professione del diritto con abbastanza successo per circa quindici anni, fino a che, nel 2015 decide di trasferirsi a Medellín (Colombia) e di dedicarsi, come padre di famiglia, alla vita missionaria. E’ catechista di bambini in uno dei quartieri più desolati della località di Bello, e fa anche parte del gruppo “Reina de la Paz”, (Regina della Pace) di Medellín legato alla spiritualità cattolica di Medjugorje. Come poeta ha al suo attivo vari riconoscimenti tra cui il primo premio del XII concorso di poesia Rodrigo Caro nel 2003. Le sue poesie sono state pubblicate in varie riviste letterarie e antologie.

Frammenti dell’opera Viernes Santo

Sento i vostri respiri                                                 Oigo vuestras respiraciones,

siete qui con me a respirare                                      estáis aquí conmigo respirando

nei vuoti eterni dell’aria,                                           en los huecos eternos de los aires,

le anime dei secoli e le notti senza dormire,              las almas de los siglos y las noches sin dormir,

le lunghe posterità assunte,                                      las largas descendencias asumidas,

siete qui con me                                                        estáis aquí conmigo

a respirare.                                                                respirando.

Oggi muoio per voi in questo modo,                        Hoy muero por vosotros de esta forma,

siamo trafitti,                                                            atravesados somos,

anche su questa cima dei respiri.                              también en esta altura de las respiraciones.

Questo è il respiro del Figlio dell’Uomo,                 Esta es la respiración del Hijo del Hombre,

il mio respiro di morte in questo campo aperto,       mi respiración de muerte en este campo abierto,

il mio modo di vivere                                                mi forma de vivir

in questa lugubre abitazione del mondo,                   en este cuarto lúgubre del mundo,

in questa vita                                                            en esta vida

quando uno arriva in cima al Teschio                       cuando uno llega a lo alto de la Calavera,

e vede;                                                                       y ve;

quando uno arriva, esposto al sole, eretto                cuando uno llega, expuesto al sol, erguido

su una croce                                                              en una cruz

sul monte interiore delle vostre vite                         sobre el monte interior de vuestras vidas

e vede,                                                                       y ve,

e vede.                                                                       y ve.

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Oggi contemplo le tue palpebre vinte,                      Hoy contemplo tus párpados vencidos,

il loro crollare, sole, davanti ai colpi del mondo       su desplomarse solos ante el golpe del mundo,

la loro visione raccolta                                              su visión recogida

contro le grandi porte della notte.                             contra las grandes puertas de la noche.

Contemplo che hai perso la voglia di vivere             Contemplo que has perdido las ganas de vivir,

che ti divorano dentro                                                           que te comen por dentro

quei vecchi abissi di un silenzio chiuso.                   esos viejos abismos de un silencio cerrado.

Io so che non trovi una via d’uscita a tutto ciò,       Yo sé que no le ves una salida a todo esto,

che cadi subito, che le tue forze                                que te desplomas pronto, que tus fuerzas

umane si dissolvono come il fumo di un fuoco         se disuelven humanas como el humo de un                                                                                                                                               fuego

che sale verso l’alto.                                                 que asciende por la altura.

Coraggio piccolino, prendi la mia mano, e tienimi Alienta pequeñuelo, toma mi mano, y tenme,

abbi coraggio nell’instabilità delle grandi cadute.      ten coraje en el vilo de las grandes caídas.

Sono nel martirio degli uomini, dove porto                          Estoy en el martirio de los hombres, donde llevo

la pelle strappata a pezzi per la tua desolazione.     piel sacada a tiras por tu desolación.

Voglio innestare la tua vita nella speranza                Quiero injertar tu vida en la esperanza

di un domani certissimo tra le mie braccia.               de un mañana infalible entre mis brazos.

Guardami,… non venir meno, figlio,                         Mírame,… no desfallezcas, hijo,

Io sono con te,                                                                      Yo estoy contigo,

credo in te.                                                                creo en ti

Gioiosa celebrazione a Roma e raduno della Famiglia Idente d’Italia per il XIV anniversario della scomparsa di Fernando Rielo

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Ieri, 8 dicembre 2018, la Presidenza dell’Istituto Id, la Provincia di Roma , insieme a tutte le Provincie e Delegazione d’Italia hanno celebrato il XIV anniversario della scomparsa di Fernando Rielo, Fondatore dell’Istituto Id di Cristo Redentore, Missionarie e Missionari Identes.

I missionari e membri della famiglia idente e della Gioventù Idente provenienti da Fucecchio, Bologna, Busseto, Genova, Torino e Milano erano arrivati la sera del 7 dicembre, gli altri sono arrivati in mattinata, da Atessa, Terni, Arpino e dalle sedi di Roma, presso la Casa per ferie “Enrico De Ossò” in via Valcannuta, 134 in Roma. Si percepiva sin dal primo mattino, la gioia di ritrovarsi per una ricorrenza così cara al cuore di tutti. Saluti, abbracci, scambi di notizie e sorrisi.

Alle 10.15, ha avuto inizio la lezione spirituale. Era una lettera scritta dal Presidente dell’Istituto, don Jesús Fernández Hernández, con una sorta di stringata biografia spirituale del nostro padre Fondatore. E’ stata letta dal nostro fratello sacerdote, e Superiore Provinciale pro-tempore, Enrico Bayo, il quale lo ha fatto con una grande maestria, lasciandoci assaporare lentamente tutte le considerazioni del nostro Presidente che cadevano nel nostro cuore creando emozione e forte impressione della presenza del nostro amato padre Fondatore.

Finita la lezione abbiamo avuto la condivisione in gruppo ed è stato un momento bellissimo in cui ci siamo arricchiti reciprocamente di tanti insegnamenti. Eravamo tutti molto emozionati e profondamente toccati dallo Spirito Santo.

E’ seguito il pranzo preso in letizia e fraternità, rendendo grazie al Datore di ogni bene. Poi, alle ore 15.00 siamo partiti per recarci nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, dove avrebbe avuto luogo la solenne Celebrazione Eucaristica.

Nella Basilica ci hanno raggiuto tutti i bambini del catechismo della nostra Parrocchia di San Matteo Apostolo all’Anagnina, accompagnati dai loro genitori. Eravamo tutti molto emozionati. I bambini hanno indossato la loro tunica bianca della 1^ Comunione ed hanno partecipato alla processione degli accoliti, dei diaconi e dei celebranti.

Presiedeva la celebrazione il nostro fratello Enrico, accompagnato dal prefetto dei Teatini, dal Superiore Generale dei Rosminiani, dal responsabile generale del ramo dei missionari del Verbum Dei, carisme con le quale abbiamo una grande collaborazione. Oltre a diversi sacerdoti identes, un sacerdote agostiniano e altri amici sacerdoti hanno concelebrato l’Eucaristia.

La Chiesa era strapiena per via dei tanti amici, parenti e membri della Famiglia Idente che si sono aggregati a noi. C’era anche il Coro della Parrocchia di San Matteo che ha animato la liturgia.

L’omelia ha sottolineato soprattutto l’importanza che il nostro padre Fondatore dava, e che ha inculcato in noi suoi figli, alla figura del Padre celeste, a cui noi tutti dobbiamo sempre guardare, facendoci figli nel Figlio per avere accesso alla vita trinitaria.

La liturgia è stata seguita con tanto silenzio e tanta partecipazione. Alla fine il celebrante ha dato una speciale benedizione a tutti i bambini, invitandoli a portare nelle loro case il bacio e la figura di Gesù, per imitarlo ogni giorno.

Tornati nella Casa per ferie è stata servita la cena e poi, alle ore 21.00 s’è celebrato un Ateneo della gioventù idente: intrattenimento artistico con poesia, teatro, musica e danza.

L’intera giornata è stata un ritornare sempre, con la mente e col cuore, alle parole, agli insegnamenti ed agli esempi del nostro padre Fondatore, con il profondo desiderio di essere fedeli e di continuare a portare dappertutto il suo carisma.

Merita ricordare che nei giorni dal 7 al 9 dicembre s’è svolto un Motus Christi per i giovani, provenienti da Roma, Bologna, Milano, Torino ed Atessa, che ovviamente hanno partecipato anche alla Celebrazione Eucaristica dell’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione di Maria.

Questa Madre, che il Fondatore ha sempre teneramente amato, ci ha accompagnato durante tutto l’evento con la sua materna bontà e la sua dolcissima protezione. Aspettiamo di conoscere un giorno tutti i frutti di conversione che le attività realizzate hanno prodotto.

 

Il Cardinale Carlos Osoro presiede la celebrazione Eucaristica a Madrid per il 14 anniversario del transito al cielo di Fernando Rielo

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Sono già quattordici anni dal transito al cielo di Fernando Rielo Pardal, Fondatore dell’ Istituto Id di Cristo Redentore Missionarie e Missionari Identes, avvenuto il 6 de dicembre del 2004 a New York. Oggi in tutto il mondo si ricorda con allegria e gratitudine questo giorno e si celebrano Eucarestie di ringraziamento per la vita di Fernando Rielo, oltre che atti commemorativi sulla sua opera.

Siccome non poteva essere diversamente, nella Cripta della Cattedrale de La Almudena di Madrid, dove riposano i suoi resti mortali, si celebrò un’Eucarestia presieduta dal Cardinal Arcivescovo di Madrid, S.E.R. Carlos Osoro, e concelebrata  da vari sacerdoti amici dell’istituzione e sacerdoti identes venuti da varie parti di Spagna.

Per questo motivo, si diedero appuntamento missionari identes di tutta la Spagna, insieme ad amici, familiari e membri della Famiglia Idente, a questa celebrazione, in cui il cardinale di Madrid ringraziò per l’opera di Fernando Rielo, e ricordò ai suoi figli la missione che hanno ereditato e che devono portare avanti per il bene di tutta la Chiesa.

Terminata la celebrazione, sia i celebranti che il pubblico presente si diressero verso la cappella dove riposano i resti del nostro padre Fondatore, per recitare un Responsorio. La scena fu di grande solennità nel vedere in processione più di dodici sacerdoti preceduti dal Cardinale Osoro, e seguiti da tutti i presenti i quali, dopo aver ricevuto la benedizione, recitarono il trisagio idente.

Prima di accomiatarsi D.Carlos accettò una piccola intervista in cui gli si chiese quale fosse il contributo dato da Fernando Rielo, e le sue parole furono:

“Io credo che non abbia da dirci solo qualcosa, ma molto; mi riferisco alla sua mistica e a tutto ciò di cui ci parla… oggi abbiamo bisogno di quella mistica, che è quella che Dio dà nell’incontro con Lui, e ci fa uscire da noi stessi e ci fa essere artisti nella vita e poeti della vita; e questi non sono persone che non fanno nulla nella vita, al contrario, danno quello di cui il mondo ha bisogno. Credo che ciò di cui il mondo ha maggiormente bisogno è l’arte, è la sensibilità, è il saper raggiungere il cuore. I poeti e gli artisti raggiunsero sempre il cuore degli uomini. Oggi ci meravigliamo delle loro opere, siano esse pittoriche, scultoree o letterarie; ci meravigliamo perché le loro opere continuano a toccarci il cuore, nonostante i secoli o gli anni che siano passati. A me pare che Fernando Rielo abbia da dire molto perché , nei suoi scritti, nella sua stessa vita personale, nella stessa istituzione che ha fondato, egli non voglia persone che passeggino per questa terra, vuole mistici che passeggino. Uomini e donne che siano capaci di dare un volto a Dio con la loro vita.”

Dopo la celebrazione eucaristica e la visita alla tomba di Fernando Rielo si offrì un pranzo nei locali dell’ufficio di informazione dell’ Università Tecnica Particolare di Loja, durante il quale si potette godere della convivenza e fu proiettato un video su una delle missioni identes: la ricostruzione del Monastero della Santa Croce (Tenerife); poi furono ascoltate le testimonianze di tre missionari identes che risiedettero lì negli anni di splendore di quel luogo tanto emblematico per l’ Istituzione Idente e che furono formati da Fernando Rielo. In ordine di intervento: P. José Mª López, Juana Sánchez-Gey e P. José Mª Sierra.

Nave central de la cripta llena de asistentes a la misa

Procesión de inicio de la Eucaristía

Procesión de entrada

Liturgia de la Palabra – Alexis Gaona, misionero idente

Liturgia de la Palabra – Belén Carreras, misionera idente

D. Carlos Osoro, cardenal arzobispo de Madrid, durante su homilía

Oración de los fieles por parte de Akemi Ponce, misionera idente

Oración de los fieles por parte de Felipe Roca, misionero idente

Momento del ofertorio realizado por varias misioneras identes de India

Durante la celebración eucarística.

Uno de los momentos de la celebración.

Nave central de la Cripta de La Almudena durante la misa

Momento en que el P. José María López Sevillano agradece al Cardenal D. Carlos Osoro

Sacerdotes asistentes ante la tumba de Fernando Rielo

D. Carlos Osoro, rezando un responso ante la tumba de Fernando Rielo

D. Carlos Osoro, rezando un responso ante la tumba de Fernando Rielo

Asistentes rezando el trisagio idente ante la tumba de Fernando Rielo

Entrevista a D. Carlos Osoro

Parte de los asistentes al ágape en la UTPL (Madrid)

Momento del testimonio de misioneros identes; al micrófono P. José Mª López

Testimonio de Juana Sánchez-Gey, misionera idente

Testimonio del P. José Mª Sierra, misionero Idente

L’interdisciplinarità e una metafisica «con volto»: Punti nodali del 7° Congresso Mondiale di Metafisica

By | Accademia, Gli identes oggi | No Comments

Il bisogno di potenziare un pensiero metafisico interdisciplinare e una metafisica «con volto», vitale, in grado di rispondere ai problemi della persona umana, senza dogmatismi né radicalismi, è stato una delle conclusioni espresse dal Presidente del VII° Congresso Mondiale di Metafisica, P. Jesús Fernández Hernández, alla sessione di chiusura il 27 ottobre 2018. L’evento radunò all’Università Pontificia di Salamanca nella Spagna 200 partecipanti provenienti da 30 nazioni dal 24 al 27 ottobre.

Nel discorso inaugurale Jesús Conill, Cattedratico dell’Università di Valencia, ha sottolineato il ritorno da parte della filosofia alla questione della natura umana e la necessità di un concetto arricchito e aggiornato di persona che superi, sia le visioni tradizionali, sia quelle scientiste. Il tema è stato ripreso nella Tavola Rotonda su «Metafisica e persona», dove Agustín Domingo Muratalla, professore dell’Università di Valencia, ha commentato l’importanza della nozione di persona per una teoria adeguata della giustizia e come base della bioetica e delle etiche applicate in genere. Juana Sánchez-Gey dell’Università Autonoma di Madrid ha presentato la visione di Fernando Rielo sulla persona come «qualcuno con coscienza di Qualcuno» che lo definisce e che gli dota di uno spirito capace di unione e d’impegnarsi con i valori più alti.

Nella Tavola Rotonda su «Metafisica, scienza e terapia» César Nombela, Cattedratico di Microbiologia dell’Università Complutense di Madrid e Rettore onorario dell’Autonoma, ha indicato la ricerca della verità come imperativo etico per lo scienziato e il modo in cui lo apre per forza al mistero. Julio Martínez, Rettore dell’Università Pontificia di Comillas a Madrid, ha sottolineato il percorso attraverso e al di là delle discipline mediante una relazione orizzontale scienze-società e una profondità-verticalità filosofica e teologica delle scienze aperte alla realtà ultima. Alla stessa maniera, Mauro Mantovani, Rettore dell’Università Pontificia Salesiana a Roma, ha affermato che la multidisciplinarità è la forma debole di collaborazione fra le scienze e che la transdisciplinarità è un compito educativo per comprendere che la metafisica non è un’alternativa all’antropologia (Fides et ratio 83).

Sul rapporto fra metafisica e cultura, Ángel Galindo, già Rettore dell’Università Pontificia di Salamanca, ha lamentato l’attuale separazione fra etica ed estetica e ha affermato che l’arte e l’etica non sono neutrali perché trasmettono una forma del senso dell’esistenza. Ricardo Piñero dell’Università di Navarra ha esposto i valori metafisici del Cristo di Velázquez e di Don Chisciotte, secondo la lettura di Unamuno e di Rielo. Queste creazioni, più che opere d’arte, permettono un vero incontro con l’umanità stessa di Cristo, facendo sentire la sua presenza e la sua potente realtà.

Nel discorso di chiusura, José María López Sevillano, Presidente della Scuola Idente, ha propugnato una metafisica «con volto» e impegnativa, il cui modello assoluto, proposto da Fernando Rielo, è la concezione genetica del principio di relazione, cioè la Santissima Trinità rivelata in Cristo, nel quale si manifesta ogni Verità, Metodologia e Vita. A partire da questo si può arrivare ad una visione ben formata della realtà e dialogante con ogni cultura, mentalità, scienza, arte o religione. Per Rielo, Cristo è il metafisico per eccellenza.

Inoltre, diversi relatori da Francia, Germania, Argentina e gli Stati Unti hanno presentato altri temi, come la relazione fra metafisica e teologia e quella fra metafisica ed educazione e il senso del dolore umano. Numerosi lavori in forma di comunicazioni sono stati esposti nelle sessioni parallele sulle sette grandi aree tematiche incluse nel programma dell’incontro.

Il Presidente del convegno, P. Jesús Fernández Hernández, ha annunciato che l’VIII° Congresso Mondiale di Metafisica avrà luogo nel 2021 all’Università Pontificia di Salamanca, sostenuto dalla Cattedra Fernando Rielo della stessa università.

Giovani peruviani incontrano Cristo nel Motus Christi di Iquitos

By | Gli identes oggi, Perù, Sudamérica | No Comments

“Che strada segue la tua vita?, Vieni e scoprilo”. Questo fu l’invito che accolsero nel loro cuore i giovani che parteciparono al Motus Christi. L’incontro si svolse in Iquitos, Perú, dal 12 al 14 ottobre. I partecipanti, provenienti da diverse zone e quartieri della città, vissero momenti molto belli unendo le esperienze della loro vita con quelle di Cristo. La domanda che guidò il ritiro fu. “Qual è la cosa più importante nella tua vita?”

Domenica, i giovani espressero le loro impressioni dopo il ritiro; era evidente la gioia d’aver condiviso la loro vita in un ambiente familiare, e la disponibilità a migliorare e a vivere ogni momento delle loro vite a fianco a Cristo, attraverso il Vangelo, che fu loro offerto il primo giorno.

Alcuni genitori parteciparono alla Messa dell’ultimo giorno ed al pranzo insieme ai loro figli, condividendo la torta offerta da una delle madri. Terminato il pranzo, si realizzò un breve Ateneo artistico, nel quale i ragazzi manifestarono i loro talenti, la loro creatività, e quello che aveva significato per loro questo ritiro attraverso cartelloni e immagini.