Category

Fernando Rielo

Intervista con il cardinale Osoro sulla persona e l’opera di Fernando Rielo, Fondatore dei Missionari Identes

By | Fernando Rielo, Gli identes oggi | No Comments

Il Cardinale di Madrid, D. Carlos Osoro, in questa breve intervista parla della persona e dell’opera di Fernando Rielo, Fondatore dei Missionari Identes, e dell’importanza del suo carisma nel mondo contemporaneo. L’intervista è stata realizzata dopo la messa che lo stesso cardinale Osoro ha presieduto nella cripta della Cattedrale de La Almudena a Madrid in occasione del 14° anniversario della scomparsa di Fernando Rielo. Questa celebrazione si è tenuta il 6 dicembre 2018.

Messa a Saragozza per l’anniversario della scomparsa de Fernando Rielo

By | Europa, Fernando Rielo, Spagna | No Comments

Il 4 dicembre 2018, la Delegazione territoriale di Saragozza delle Missionarie Identes commemoró il quattordicesimo anniversario del transito del nostro Padre Fondatore.

Lo celebrarono con una Messa nella Cappella della Vergine, nella Basilica del Pilar di Saragozza, alle 7 del pomeriggio; fu concelebrata dal Superiore Generale dei Missionari, il nostro caro fratello Luis e dal cappellano della Vergine, don José Mª Bordetas. Assistettero la Segretaria Generale, la nostra cara sorella Mª Fernanda, le missionarie della Delegazione, i loro familiari, altri membri della Famiglia Idente, ed altre persone che si unirono alla celebrazione eucaristica.

Siccome la prima Lettura della Messa parlava della mancanza di pace, nell’omelia, il Superiore Generale parlò del messaggio del Fondatore di essere fedeli a Cristo e di vivere la beatitudine della pace, imitando Maria, consci però che la pace non è nostra ma di Cristo; ricordò inoltre che i fondatori ed i martiri vanno avanti nel cammino della vita come operatori di pace. Si augurò che Fernando Rielo, davanti a Gesù e Maria intercedesse e chiedesse per tutti la pace. Citò Papa Francesco ed il suo consiglio di condividere i doni che possediamo. Ricordó Ezechiele, padre della Segretaria Generale, e Pedro, padrino del Superiore Generale, morti di recente, con l’augurio che i familiari ricevessero consolazione. Finì chiedendo che tutti i fedeli credessero nella pace e la promuovessero.

La Messa terminó con alcune parole del cappellano della Vergine, Don José Mª Bordetas, che, riferendosi alla nostra Istituzione, sottolineò che era una nuova forma di vita consacrata adatta alla nuova evangelizzazione.

La commemorazione del ricordo della partenza alla vita eterna del nostro amato Fondadore, si concluse con la deposizione di un mazzo di fiori sotto il manto della Vergine del Pilar, chiedendo la sua protezione.

Circa tremila persone nella messa di anniversario di Fernando Rielo nella cattedrale di San Patrizio di New York

By | America del Nord, Fernando Rielo, Gli identes oggi, Stati Uniti | No Comments

Venerdì, 7 dicembre a Manhattan, New York, ultima residenza del nostro amato Padre Fondatore, si è celebrata nella Cattedrale di San Patrizio, il 14° Anniversario della sua entrata nella vita eterna. In questa occasione parteciparono a questo importante incontro della celebrazione Eucaristica di ringraziamento, il Presidente, Padre Jesús Fernández, e i nostri Superiori Generali María del Carmen García e Luis Casasús.

Essendo nel periodo dell’Avvento, l’ambiente nella Cattedrale fu quello di una raccolta allegria, in contrasto con l’andirivieni del newiorchino preoccupato di riuscire a prendere il prossimo treno, o di riuscire a fare una foto perfetta di fronte all’albero di Natale di Rockefeller, o, a volte, di riuscire a trovare il regalo giusto in uno dei tanti negozi di questa parte della città, tanto affollata.

In questa cornice della quotidianeità newiorchina,25 autobus provenienti dalle 4 parrocchie amministrate dalla nostra Istituzione, trasportarono centinaia di parrocchiani partiti dalle loro rispettive città: Parrocchia San Luca a Brentwood, Nostra Signora di Loreto a Hempstead e le tre del Bronx: Santa María, Nostra Signora della Consolazione e San Domenico. Ogni anno, nella commemorazione del transito del nostro Padre Fondatore, i fedeli salgono sui bus come per un pellegrinaggio: lì infatti si recita il trisagio e poi ognuno scrive le sue petizioni su piccoli pezzetti di carta, distribuiti durante il viaggio,e che saranno poi consegnati al Vescovo che li deporrà ai piedi dell’Altare insieme alle offerte.

Circa 3.000 persone parteciparono alla messa in cui il Vescovo Ausiliare della Diocesi di Rockville Centre, S.E. Richard Garth Hennign, notò con ammirazione la presenza di numerosi giovani così come quella di molte famiglie. L’omelia si centrò sul senso che ha la parola unità e su come San Paolo parla dell’invito che Cristo ci fa di partecipare al suo mistero, e sul fatto che siamo scelti da Lui.

Questo invito richiede una risposta libera ed amorosa così come si può vedere nella vita del loro Fondatore. Non è un caso che egli abbia indicato di formare unità con il Signore, di partecipare alla comunione;… E’ qualcosa di molto chiaro nella comunità Idente, perché tutti sono partecipi…egli ha indicato l’importanza della comunione tra noi perché possiamo discernere l’invito di Dio all’unità Divina, alla partecipazione al mistero della vita, della morte e della resurrezione di Gesù Cristo, perché lui, il loro Fondatore, ci ha parlato della comunità di persone , ma questa si basa sulla comunione tra noi e Dio…possiamo capire la sua vita e il suo messaggio se ci ricordiamo di questo invito.

Così come quella di Maria, la nuova Eva, che non cercò mai la sua volontà e che offrì la sua vita a Dio, disposta a partecipare al Mistero, la vita del nostro Fondatore è segnata da risposte libere di offerta alla comunione e all’unione con le Persone Divine”.

Pieni di Dio, sazi di speranza e con il cuore contento tornammo alle nostre case felici di aspirare a raggiungere la santità in comune a cui nostro Padre Celeste ci invita.

Il Cardinale Carlos Osoro presiede la celebrazione Eucaristica a Madrid per il 14 anniversario del transito al cielo di Fernando Rielo

By | Europa, Fernando Rielo, Gli identes oggi, Spagna | No Comments

Sono già quattordici anni dal transito al cielo di Fernando Rielo Pardal, Fondatore dell’ Istituto Id di Cristo Redentore Missionarie e Missionari Identes, avvenuto il 6 de dicembre del 2004 a New York. Oggi in tutto il mondo si ricorda con allegria e gratitudine questo giorno e si celebrano Eucarestie di ringraziamento per la vita di Fernando Rielo, oltre che atti commemorativi sulla sua opera.

Siccome non poteva essere diversamente, nella Cripta della Cattedrale de La Almudena di Madrid, dove riposano i suoi resti mortali, si celebrò un’Eucarestia presieduta dal Cardinal Arcivescovo di Madrid, S.E.R. Carlos Osoro, e concelebrata  da vari sacerdoti amici dell’istituzione e sacerdoti identes venuti da varie parti di Spagna.

Per questo motivo, si diedero appuntamento missionari identes di tutta la Spagna, insieme ad amici, familiari e membri della Famiglia Idente, a questa celebrazione, in cui il cardinale di Madrid ringraziò per l’opera di Fernando Rielo, e ricordò ai suoi figli la missione che hanno ereditato e che devono portare avanti per il bene di tutta la Chiesa.

Terminata la celebrazione, sia i celebranti che il pubblico presente si diressero verso la cappella dove riposano i resti del nostro padre Fondatore, per recitare un Responsorio. La scena fu di grande solennità nel vedere in processione più di dodici sacerdoti preceduti dal Cardinale Osoro, e seguiti da tutti i presenti i quali, dopo aver ricevuto la benedizione, recitarono il trisagio idente.

Prima di accomiatarsi D.Carlos accettò una piccola intervista in cui gli si chiese quale fosse il contributo dato da Fernando Rielo, e le sue parole furono:

“Io credo che non abbia da dirci solo qualcosa, ma molto; mi riferisco alla sua mistica e a tutto ciò di cui ci parla… oggi abbiamo bisogno di quella mistica, che è quella che Dio dà nell’incontro con Lui, e ci fa uscire da noi stessi e ci fa essere artisti nella vita e poeti della vita; e questi non sono persone che non fanno nulla nella vita, al contrario, danno quello di cui il mondo ha bisogno. Credo che ciò di cui il mondo ha maggiormente bisogno è l’arte, è la sensibilità, è il saper raggiungere il cuore. I poeti e gli artisti raggiunsero sempre il cuore degli uomini. Oggi ci meravigliamo delle loro opere, siano esse pittoriche, scultoree o letterarie; ci meravigliamo perché le loro opere continuano a toccarci il cuore, nonostante i secoli o gli anni che siano passati. A me pare che Fernando Rielo abbia da dire molto perché , nei suoi scritti, nella sua stessa vita personale, nella stessa istituzione che ha fondato, egli non voglia persone che passeggino per questa terra, vuole mistici che passeggino. Uomini e donne che siano capaci di dare un volto a Dio con la loro vita.”

Dopo la celebrazione eucaristica e la visita alla tomba di Fernando Rielo si offrì un pranzo nei locali dell’ufficio di informazione dell’ Università Tecnica Particolare di Loja, durante il quale si potette godere della convivenza e fu proiettato un video su una delle missioni identes: la ricostruzione del Monastero della Santa Croce (Tenerife); poi furono ascoltate le testimonianze di tre missionari identes che risiedettero lì negli anni di splendore di quel luogo tanto emblematico per l’ Istituzione Idente e che furono formati da Fernando Rielo. In ordine di intervento: P. José Mª López, Juana Sánchez-Gey e P. José Mª Sierra.

Nave central de la cripta llena de asistentes a la misa

Procesión de inicio de la Eucaristía

Procesión de entrada

Liturgia de la Palabra – Alexis Gaona, misionero idente

Liturgia de la Palabra – Belén Carreras, misionera idente

D. Carlos Osoro, cardenal arzobispo de Madrid, durante su homilía

Oración de los fieles por parte de Akemi Ponce, misionera idente

Oración de los fieles por parte de Felipe Roca, misionero idente

Momento del ofertorio realizado por varias misioneras identes de India

Durante la celebración eucarística.

Uno de los momentos de la celebración.

Nave central de la Cripta de La Almudena durante la misa

Momento en que el P. José María López Sevillano agradece al Cardenal D. Carlos Osoro

Sacerdotes asistentes ante la tumba de Fernando Rielo

D. Carlos Osoro, rezando un responso ante la tumba de Fernando Rielo

D. Carlos Osoro, rezando un responso ante la tumba de Fernando Rielo

Asistentes rezando el trisagio idente ante la tumba de Fernando Rielo

Entrevista a D. Carlos Osoro

Parte de los asistentes al ágape en la UTPL (Madrid)

Momento del testimonio de misioneros identes; al micrófono P. José Mª López

Testimonio de Juana Sánchez-Gey, misionera idente

Testimonio del P. José Mª Sierra, misionero Idente

Intervista a P. Jesús Fernández su Popular TV di Murcia (Spagna)

By | Fernando Rielo, Videos | No Comments

Mercoledì 30 maggio il canale televisivo Popular TV Región de Murcia ha dedicato il suo programma “Vita con luce” al presidente dei missionari e dei missionari Identes, don Jesús Fernández. Per trenta minuti, il presentatore del programma, Luis Emilio Pascual, passa attraverso la vocazione idente di P. Jesús Fernández, che parla anche della persona e dell’opera di Fernando Rielo, fondatore dei missionari identes, e di molte esperienze vissute con lui.

Fernando Rielo Pardal, un Fondatore trafitto dall’amore per il Padre

By | Fernando Rielo | No Comments

Articolo di Isabel Orellana pubblicato nella rivista Ecclesia (n. 3920, del 27-1-2018, pp. 19-21), e riprodotto qui con la sua autorizzazione.

Fino a poco fa Fernando Rielo, Fondatore  dell’Istituto Id di Cristo Redentore, missionarie e missionari identes, era appena conosciuto dal pubblico, eccetto che in alcuni ambiti della cultura per il fatto di essere promotore della Fondazione e Premio Mondiale di Poesia Mistica che portano il suo nome, e per il fatto di avere varie cattedre universitarie in Equador, Filippine e Salamanca. E tuttavia, l’ «idencia» è presente da più di mezzo secolo in quattro continenti attraverso l’incessante lavoro che realizzano i suoi figli spirituali su vari fronti.

Come mai si è saputo tanto poco di questo fedele figlio della Chiesa, pensatore, filosofo, metafisico, scrittore e poeta, attivo promotore della scienza, dell’umanesimo e della mistica? Cosa animò il suo agire? Quali furono le chiavi della sua appassionata vita? Vediamo.

Una spiritualità segnata dalla coscienza filiale

Quando venne al mondo a Madrid, il 28 agosto 1923, lo fece con la certezza di provenire da «un bacio del Padre». E questa centralità che segnò la sua vita fin dall’inizio, fu palpabile in tutte le tappe della sua esistenza. Il suo unico impegno fu dar gloria a Lui compiendo sempre la sua volontà. La famiglia in cui crebbe, insieme ai cinque fratelli che sopravvissero degli otto che nacquero, presieduta dai suoi genitori, Enrique e Pilar, fu piena di attenzioni ed affetto. Fu un bambino felice, arricchito di esperienze spirituali che gli infusero una grande nostalgia del cielo, che fu la sua vocazione.

Aveva dodici anni quando fece la sua Prima Comunione in un periodo triste segnato dalla Guerra civile spagnola. Per questo fu sul punto di essere fucilato per la sua fede cattolica. Fu un’epoca in cui sbocciò il suo amore al martirio; dopo aver letto l’opera Fabiola del cardinale Wiseman, si fece un’incisione sul braccio, e con il suo sangue scrisse la Sacra Martiriale, che fa parte dell’osservanza dei suoi figli: Ti prometto, Signore, di vivere e trasmettere il Vangelo con il sacrificio della mia vita e della mia fama, fedele alla maggiore testimonianza di amore: morire per Te.

 Essere santo: obiettivo cruciale della sua vita, preludio di un grande destino

All’alba del 28 de agosto 1939 trovandosi a Valsaín (Segovia), in un campeggio di giovani, sentì la voce del Padre che gli diceva: Figlio mio, sii santo, come Io sono santo. Non sapeva che questo invito universale si trovasse nel Vangelo, ma non lo dimenticò più e consacrò la sua vita per ottenere quella grazia che l’avrebbe portato all’unione con la Santissima Trinità.

Fece studi di baccellierato e quando suo padre, un alto funzionario delle Poste, si ammalò gravemente, pospose la sua formazione universitaria alla necessità di aiutare la famiglia ed accettò un posto come funzionario delle Poste; fu mandato a Granada. A Ugíjar, dove lavorò, conobbe una giovane di cui si innamorò e con cui pensò di sposarsi. Però una sera il Padre, attraverso una locuzione, gli fece capire che lo voleva per sé. Il suo destino era un altro.

Ormai a Madrid, mentre si chiedeva quale strada dovesse prendere, si propose di iniziare studi di filosofia nell’Università. Nel giorno scelto per l’immatricolazione, lasciandosi guidare da una persuasione interiore, entrò nella chiesa dei Padri Redentoristi. Dopo una conversazione con uno dei religiosi, avendo già terminato il Servizio Militare, entrò nella Congregazione dei Redentoristi, pensando che fosse quello che Dio voleva per lui. Vi restò per dieci anni e, nel lasciarla, sapeva qual era la missione a lui riservata: essere fondatore di una nuova realtà ecclesiale. Attraverso una locuzione interiore, il 24 dicembre 1951, ad Astorga, gli fu mostrato lo scudo che avrebbe fatto parte dell’Istituto Id di Cristo Redentore che doveva fondare, con il suo motto: Credi e spera.

 Sentendosi spinto a fondare, faceva resistenza; il motivo era che, sentendosi una creatura fragile, temeva che potesse insinuarsi in qualche momento, un aspetto della sua volontà, fosse anche minimo, che potesse impedire che fluisse la voce di Dio senza alcuna traccia d’ombra. Ma dodici religiosi di vari Ordini a cui chiese consiglio – aveva posto come condizione per non fondare che almeno uno di essi gli desse un voto negativo -, furono unanimi nel dargli parere positivo. E davanti al Cristo Yacente del Pardo, ultimo luogo in cui si recò, seppe che non poteva rinunciare ad un destino che gli ardeva dentro. Un giovane che si inginocchiò al suo fianco fu per lui il segno del carisma che doveva animare la sua fondazione.

Alla fine accettai e mi ispirò, quando uscii dalla chiesa , che il mio magistero sarebbe stato solo insegnare, invitare, esortare, parlare di continuo, opportunamente ed inopportunamente, della santità, specialmente alla gioventù.

Tenerife: città eletta per la fondazione. Luci ed ombre.

Il 6 gennaio del 1957 arrivò a Tenerife. Entrando nella città sentì una voce che gli confermava che era quella la sede scelta per la fondazione: gli avrebbe dato gioia ed anche sofferenza. La sera, sul muraglione del porto ricevette una stella.

Quella stella incarnava in quell’ora l’espressione completa della sua Provvidenza, che mi avrebbe guidato in tutti ed in ognuno dei miei passi, in cambio di quella presa di possesso, di quel giuramento, di quella meditazione, di quella confessione interiore, di quella esaltazione intima dove, per me, l’Atlantico che circondava la mia vista aveva dimensioni indefinite di gloriosissima creatività per Lui. E sentii ribollire nel mio cuore la mistica concelebrazione della Santissima Trinità.

Poco dopo essere arrivato sull’isola, Fernando, seguito da un gruppo missionario, raccoglieva i frutti di un’intensa azione apostolica attraverso cui diffondeva il vangelo con il beneplacito del vescovo don Domingo Pérez Cáceres. Il 29 giugno 1959 gli furono date delle carte credenziali, ma purtroppo il vescovo morì nel 1961 senza dargli tempo di svolgere le pratiche per la Fondazione, e così iniziò un periodo doloroso e difficile per il Fondatore e per l’Istituzione. Ciononostante, alla fine degli anni ’60 l’espansione apostolica in punti importanti della Spagna era una realtà, come pure lo fu la sua inarrestabile proiezione in Europa e in America lungo gli anni ’70 e ’80. Poi sarebbero venute le fondazioni in Africa ed Asia.

Cristo, il metafisico per antonomasia

 Preoccupato per la deriva del pensiero filosofico, ne elaborò uno proprio, proponendo un modello genetico. Con esso mostra come Cristo, metafisico per antonomasia, e che per questo avrebbe diritto di sedersi su tutte le cattedre del mondo, è l’unico che può dare risposta alle inquietudini dell’uomo e della scienza. Questo modello gli si fece manifesto il 30 maggio 1964, mentre si trovava nel Parco dell’Ovest di Madrid. Il suo spirito orante, come in tanti momenti della sua vita, trovò eco davanti al Padre:

Elevai a mio Padre Celeste un accorato lamento che, tra i frondosi rami, saliva sino al cielo:
—Io sono niente; tu sei l’essere.
Con la violenza del tuono che annuncia una straordinaria tempesta, [udii] la sua voce:
—Figlio, io sono
«più» che questo!

Questo pensiero, sviluppato ed esposto nella Scuola Idente che egli pose in marcia, lo fece conoscere al papa Paolo VI (con il quale mantenne un’intensa corrispondenza durante tutto il suo pontificato), e poi fu diffuso da lui e dai missionari identes in varie aule universitarie e presso organismi internazionali. Fin dall’inizio suscitò un grande interesse in ambiti accademici e diplomatici.

La carità innanzitutto

Il vivere la carità fu il distintivo della vita di Fernando. Magnanimo, oltremodo delicato, uomo dal cuore innocente, attento alle minime necessità degli altri, volle che lo spirito di famiglia, che ha come modello la Santissima Trinità, regnasse nel cuore dei missionari, ai quali insegnò ad offrirsi, l’un l’altro, sempre il massimo e mai il minimo.

 Abbiate uno spirito di aiutanti gli uni degli altri […]. Non lasciatevi servire mai se non in ciò che è strettamente necessario, in quelle necessità generali, di lavoro professionale di certe persone, che ha la stessa dignità che dare una conferenza. Evitate, fin dove potete, l’essere serviti perché altrimenti non sareste discepoli di un Signore che disse:«Sono venuto per servire» […]. Sempre attenti per prendervi cura gli uni degli altri. Il contrario è ciò che è volgare, quotidiano, ciò che non è né religioso, né mistico. Copritevi gli uni gli altri con le migliori tuniche, i migliori ricordi, le migliori parole […]. Così dice certamente Cristo ai suoi discepoli, come criterio supremo di fatto, perché potessero essere creduti in questo mondo: «Amatevi come io vi ho amati».

 Dottorato nel dolore

 Chi lo conobbe in vita apprezzò in lui una personalità affascinante. Elegante e sensibile, vicino ed umile, grande oratore, vibrante nel suo modo di condividere le sue grandi passioni per il divino, il suo amore alla Chiesa ed ai suoi figli, con un’eccezionale intelligenza e la capacità di porre questioni di innegabile profondità a cui dava piena risposta attraverso la sua fede, portava scolpite nel suo corpo le cicatrici del dolore. Fu così degno il suo modo di affrontarlo che costituiva un vero esempio per quelli che soffrono.

Subì interventi chirurgici in una trentina di occasioni. In una di queste gli fu amputata la gamba destra. Egli stesso diceva che aveva visitato più ospedali che chiese. Visse la sofferenza con gagliardia, ma anche con realismo. Mantenne il senso dell’umorismo, la finezza dei suoi gesti e la determinazione di unire i suoi patimenti alla passione redentrice di Cristo. E’ il dolore dell’amore:

 La mia vita mi sembrava troppo poca cosa sull’altare delle offerte […]. Devo esprimervi un sentimento, e il mio enorme gaudio nella malattia. Ho goduto di meraviglie celestiali […]. Devo dire quant’è stata bella per me questa visione del mondo! Non meno la mia visione celeste. Nella malattia c’è stata un’unione del cielo e della terra per poter scrutare formidabili orizzonti di visione. Se tornassi a nascere, chiederei lo stesso […]. Io sono stato anche molto attento al dolore umano. Quanti bambini muoiono senza aver avuto nemmeno l’opportunità di dire: voglio questo o rifiuto quello, di violare un comandamento divino o di accettarlo! Io sapevo che per me la salute, la pace e la tranquillità corporali non significavano alcun bene; e, anche possa sembrare paradossale, in questa scuola interiore ho imparato cos’è l’amore, la grandezza dell’amore divino, l’immenso mistero di questa grandezza che supera tutte le possibilità razionali del cuore.

 Sempre Maria

 Devoto di Maria (e di Giuseppe) nel 1976 si recò a Roma, passando per Efeso, per incontrarsi con la Madre del cielo. Ella gli donò il Trisagio, «rosario idente» per la recita quotidiana dei suoi figli, nella cappella Barberini della basílica di Sant’Andrea della Valle, a Roma.

Il Trisagio è un inno di lode elevato alla Santissima Trinità per mezzo dell’onnipotenza supplicante della nostra Madre celeste. Consiste nella recita, per tre volte, di un Padre nostro, tre Ave Maria e un Gloria.

Ave, Maria, piena di grazia,
il Signore è con te
tu sei benedetta fra le donne,
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio
prega per noi peccatori
affinché diventiamo santi.

La Vergine lo aveva illuminato sotto vari titoli. Nella sua infanzia fu la Miracolosa, a Granada , quella delle Afflizioni, a Madrid quella del Perpetuo Soccorso… Poi giungerebbe alla Chiesa un nuovo titolo: quello di Nostra Signora della Vita Mistica, la cui cappella si trova nella cattedrale dell’Almudena di Madrid.

Il suo testamento spirituale

L’essere l’unico suo obiettivo quello di lavorare per il Regno, spiega come potesse dispiegare il suo lavoro apostolico in maniera così arricchente. Diede vita al Catecumenato Idente, alla Scuola Idente, alla Gioventù Idente, alla Famiglia Idente ed alla Fondazione Fernando Rielo, tra tante altre linee di azioni apostoliche e culturali. Lascia dietro di sé un prezioso contributo relativo al suo pensiero filosofico ed alla sua creazione poetica, ma, soprattutto, un’eredità spirituale basata sul vangelo e sulla tradizione del Magistero, sempre volta a dar maggior gloria a Dio.

Molti amici sparsi per il mondo dove, finchè poté si recò, avevano conosciuto la sua genialità, la sua forza e la sua capacità d’improvvisazione, doni di cui si servì per diffondere la fede. Dal 1988, anno in cui si trasferì a Nuova York per effettuare la riabilitazione nell’ospedale Rusk, il suo intenso lavoro apostolico si concentrò lì. In quella città rinunciò al governo dell’Istituto quando altre istanze ecclesiali glielo chiesero, rimanendo nell’ombra, e crescendo nell’amore davanti agli occhi di Dio.

il 6 diciembre 2004, quasi alla vigilia della festa dell’Immacolata Concezione, senza avere neanche tempo di salutare i suoi, quella voce che era andata spegnendosi lentamente a causa delle molteplici conseguenze dei suoi acciacchi, se ne andò per sempre da questo mondo e tornò, come aveva sognato, alle braccia del Padre. Quaranta giorni prima della sua morte, l’Istituto dei Missionari Identes fu elevato canonicamente a Istituto di Vita Consacrata di DirittoDiocesano, venendo Fernando Rielo riconosciuto come suo Fondatore. L’ 11 luglio 2009, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, firmò il decreto di approvazione dell’Istituto Id di Cristo Redentore, Missionarie e Missionari Identes, come  Istituto di Vita Consacrata di Diritto Pontificio (www.idente.org).

Le sue spoglie giacciono nella cripta della cattedrale della Almudena di Madrid, nella cappella di Nostra Signora del Rosario.

Fernando Rielo nell’ VIII Premio Mondiale di Poesía Mística omonimo, da lui istituito, che si celebrava quell’anno nella Sede dell’ONU a New York (16-12-1988)

Il Vescovo di Maiorca presiede la Messa per il XIII anniversario della morte di Fernando Rielo

By | Europa, Fernando Rielo, Gli identes oggi, Spagna | No Comments

In occasione del XIII anniversario del ritorno alla casa del Padre del nostro amato padre fondatore, Fernando Rielo, sabato 9 dicembre fu celebrata una Messa di ringraziamento nella Parrocchia di Sant’Agostino, a Palma di Maiorca.

La celebrazione fu presieduta dal nostro amato vescovo, mons. Sebastiá Taltavull i Anglada, e concelebrata dai nostri cari fratelli José M. Lopez Sevillano, a nome del Presidente dei missionari e delle missionarie identes, e da Francisco Gallo, parroco di Sant’Agostino.

Da Madrid era arrivata a Maiorca la nostra cara sorella Lourdes Grosso Garcia, superiora di Castiglia e matriarca di Spagna.

Alla celebrazione eucaristica assistettero, oltre alla comunità di missionarie e missionari identes di Palma di Maiorca ed ai membri della Famiglia Idente e della Gioventù Idente, i giovani ed i ragazzi che seguono la catechesi per la cresima e la comunione, ed i fedeli delle parrocchie di Sant’Agostino e Santa Brigida, rette dalla nostra Istituzione.

La messa ebbe una grande partecipazione con canti, letture, offerte…ed anche per la decorazione della chiesa che, visto il periodo, aveva già un bellissimo albero di Natale.

Conclusa la celebrazione eucaristica, il Vescovo, che aveva preso possesso della diocesi solo due settimane prima, poté salutare i presenti in un clima di grande cordialità. Successivamente fu invitato nella residenza parrocchiale dove ci fu una cena con tutta la comunità di missionarie e missionari di vita comune, in un’atmosfera di grande famigliarità e affettuosità.

Dal tempo di Gesù ai tempi della chiesa negli Atti degli Apostoli

By | Europa, Famiglia Idente, Fernando Rielo, Germania, Italia | No Comments

Abbiamo cominciato i ritiri della Famiglia Idente della nuova tappa di quest’anno. Il tema era: “Dal tempo di Gesù ai tempi della Chiesa negli Atti degli Apostoli”. Nostra sorella Isabel Chacon della Sede Primada ha dato la lezione spirituale spronandoci a diventare testimoni di Cristo laddove ci troviamo: nel lavoro, nella famiglia, con i nostri amici ecc. Se facciamo il massimo e il possibile, Dio farà l’impossibile. Gli Atti degli Apostoli ci insegnano come vivevano i discepoli: con la sagezza del cuore senza giudicare nessuno. Sono stati momenti belli di condivisione e convivenza. Nei gruppi ognuno ha donato la propria richezza spirituale. E abbiamo finito con il tocco carismatico nel quale tutti hanno ringraziato. Eravamo 37 persone fra bambini, giovani e adulti. I bambini hanno ricevuto la loro formazione di Gesù attraverso le missionarie che si occupavano di loro.

Il XIII anniversario della scomparsa di Fernando Rielo riunisce a Roma la Famiglia Idente e la Gioventù Idente d’Italia

By | Europa, Fernando Rielo, Gli identes oggi, Italia, Presidenza | No Comments

Delegazioni di missionarie e missionari identes, famiglia idente e Gioventù idente di tutta Italia si sono riuniti a Roma per celebrare la nascita al cielo di Fernando Rielo Pardal, Fondatore delle missionarie e dei missionari identes. Gli eventi celebrativi ebbero inizio venerdì, 8 dicembre, giorno in cui cominciarono l’incontro nazionale della Gioventù Idente ed il Motus Christi per i giovani. Frattanto cominciavano ad arrivare missionari e amici della famiglia idente presso la casa per ferie Enrico De Ossò, molto vicina alla Presidenza dell’Istituto.

Il giorno più intenso fu quello di sabato, 9 dicembre. Dopo la colazione tutti i gruppi si misero in moto per raggiungere il cinema Farnese, in pieno centro di Roma, per assistere alla proiezione del docu-film “Siate santi” di Catherine Mc Gilvray e Renato Spaventa. Si tratta di un film-documentario sul carisma idente che ha la ricchezza di essere raccontato dallo stesso Fondatore. Raccoglie molte immagini d’archivio di Fernando Rielo e spiega aspetti fondamentali del carisma dove si riflette l’intensità della sua vivenza filiale con il Padre celeste e la passione con cui affrontò la missione di Cristo di predicare il Vangelo. Il pubblico che assisteva visse con emozione questa sessione cinematografica, il cui alto livello tecnico contribuì a creare quella commozione che già di per sé producevano l’orazione e le lacrime di un fondatore, che la pellicola raccoglie magistralmente.

Dopo si celebrò, nella bellissima Basilica di Sant’Andrea della Valle, l’Eucarestia commemorativa del transito al cielo di Fernando Rielo, presieduta da S.E. mons. Angelo De Donatis, Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, e concelebrata dal Presidente dell’Istituto, P.Jesús Fernández Hernández, dal Superiore generale dei Teatini, reggenti della basilica, e da sacerdoti identes di tutta Italia. C’erano sacerdoti e seminaristi di varie nazionalità, amici dell’Istituto Id. L’allegria e la familiarità del Vicario del Papa segnarono la celebrazione. Egli sottolineò lo spirito missionario di Fernando Rielo e lesse, con visibile emozione, due citazioni sue: una in cui afferma che l’essenza della missione è la relazione intima del missionario con la Santissima Trinità e l’altra in cui esorta ad elevare la santità alla categoria di missione, unica ed essenziale, del consacrato.

Rientrati nella casa per ferie si pranzò in un clima familiare, che s’era instaurato sin dall’inizio, e poi ebbe inizio il Chiostro, o lezione spirituale, commemorativo dell’evento, impartito dal P. Jesús Fernández Hernández, che ricordò le chiavi per vivere come autentici figli di Dio, in particolare l’apertura del cuore alla grazia ed all’amore appassionato di un Padre celeste che allontana da ogni tristezza e ci avvolge in una continua allegria spirituale.

La giornata si concluse con un Ateneo, momento artistico in cui i vari gruppi espressero con generosità e affetto la loro aspirazione alla santità, e ad essere autentici nel carisma idente.

A partire dal sabato notte e fino alla domenica mattina le delegazioni rientrarono alle proprie città ed alle proprie province. Si percepiva in tutti l’unzione prodotta dall’aver condiviso l’allegria del carisma idente e l’impegno che richiede il portarlo a tantissime persone di tutte le fondazioni italiane.